BEPPE MAROTTA BECCALOSSI INTERVISTA- Il mondo del calcio piange la scomparsa di Evaristo Beccalossi, straordinario fantasista dell’Inter di Eugenio Bersellini campione d’Italia nel 1980. L’ex 10 interista si è spengo a Brescia, la sua città natale, all’età di 69 anni. A ricordarlo sono tutti i compagni dell’epoca e anche tanti protagonisti del calcio moderno.
Uno dei primi ad aver espresso cordoglio alla famiglia e ad aver dedicato dolci parole nei suoi confronti è stato proprio Beppe Marotta, attuale presidente dell’Inter che quando Beccalossi calcava il prato di San Siro e incantava il pubblico a suon di giocate di alta scuola era poco più di un ragazzino che sognava di diventare un grande dirigente. Arrivato a Brescia per assistere alla camera ardente, il presidente nerazzurro ci ha tenuto anche a ricordare un aneddoto che lo lega alla figura del compianto fuoriclasse.
Le parole di Beppe Marotta sulla scomparsa di Beccalossi
“Un giocatore, una persona che è stato fonte di ispirazione per i giovani calciatori e non solo. Ha vissuto il suo splendore in un calcio romantico ed è stato artefice di giocate sublimi che hanno emozionato tutti, i tifosi interisti ma anche avversari. Per questo il suo ricordo deve essere positivo. Nelle società in cui è stato ha sempre fatto molto bene e si è comportato bene, è un esempio da seguire”
Il ricordi di Beppe Marotta dell’Evaristo calciatore
“Ricordo anche un 3-3, una partita lontana, Brescia-Varese, e mi ricordo anche il suo modo di giocare. Era un talento, un giocatore bello a vedersi, nel senso che entusiasmava gli stadi per le sue giocate veramente eccezionali. Diciamo che la sua qualità maggiore era la sua grande classe, la capacità di toccare la palla come si deve. Come nella scala del calcio era essere vicino a quella vera. Danzava in campo, aveva questa grandissima qualità di pattinare quasi sul terreno di gioco. Qualità che non ci sono più o raramente ci sono nel calcio di oggi. Nico Paz è un giocatore che gli può somigliare”.
