BODO GLIMT-INTER – Dopo le scorie e le polemiche che hanno infiammato Inter-Juve, per l’Inter è già tempo di cambiare scenario. Dal clima rovente di San Siro al freddo del Nord: i nerazzurri volano in Norvegia per affrontare il Bodo Glimt in una sfida europea che arriva subito dopo giorni intensi dentro e fuori dal campo. Archiviare le discussioni, ritrovare concentrazione e lasciare spazio solo al calcio giocato: questa è la missione. Perché certe risposte possono arrivare soltanto dal campo. Chivu fa un po’ di turnover, torna Acerbi tra i titolari nel terzetto difensivo, a centrocampo, complice l’assenza di Calhanoglu, insieme a Barella e all’intelligenza a Mkhitaryan, spazio alla qualità di Sucic. In attacco, accanto all’inamovibile Lautaro, spazio per Pio Esposito. L’avvio dell’Inter è promettente con due occasioni a inizio gara, ma quando il Bodo pian piano entra in partita e prende campo su un terreno che crea difficoltà ai nerazzurri, passa in vantaggio con Fet. L’Inter fatica a passare per vie centrali ma prova subito a riprendere la gara e prima colpisce il palo con Darmian, poi al 30’ su un cross di Barella C. Augusto va al contrasto aereo con un giocatore norvegese ma il pallone capita nella zona di Esposito che si gira e firma l’1-1, confermando la sua crescita esponenziale (7 gol in stagione fin qui, 2 in champions). L’Inter colpisce un altro legno appena iniziato il secondo tempo con Lautaro Martinez, uscito al 60’ per un problema fisico. Dopo una fase tecnicamente disordinata, il Bodo si riporta in vantaggio grazie all’ex Milan Hauge che approfitta di un errore difensivo nerazzurro e poco minuti dopo anche il capitano dei padroni di casa, Hoegh, firma il 3-1. L’Inter prova a riprendere la gara, Chivu fa entrare Zielinski che si riprende la direzione del centrocampo ma con il Bodo chiuso in difesa l’Inter fatica a trovare lo spazio per crearsi qualche occasione e anzi, si fa trovare spesso in difficoltà sulle ripartenze dei padroni di casa. Il Bodo non era da sottovalutare, lo sanno bene Manchester City e Atletico Madrid e come al solito i cali di tensione nella seconda frazione di gioco si sono rivelati letali. A San Siro sarà un’altra partita? Ce lo diranno le ambizioni stagionali di Chivu.
