Roma, 11 maggio 2022. Dopo una bella cavalcata in cui ha eliminato Empoli, Roma e Milan, l’Inter di Simone Inzaghi guadagna l’accesso alla finale di Coppa Italia, dove incrocerà la Juventus, che ha battuto in semifinale la Fiorentina.
Il derby d’Italia non è l’unico scontro di quella stagione che mette in palio un trofeo: i nerazzurri hanno già sconfitto i bianconeri a gennaio, nella finale di Supercoppa italiana, grazie al 2-1 siglato da Alexis Sanchez al 120′. La Juventus di Allegri, dunque, cerca riscatto.
Ma a partire meglio è l’Inter: dopo 6 minuti, Barella indovina una traiettoria perfetta a girare poco sotto l’incrocio col destro, che lascia di sasso Perin e sblocca la finale. La reazione avversaria si fa attendere e il pericolo maggiore arriva al 24′ quando Vlahovic, liberatosi in area sulla sinistra, calcia a botta sicura in diagonale cercando l’incrocio, ma Handanovic è perfetto e devia. L’Inter gestisce e costruisce due potenziali occasioni, andando al riposo in controllo.
Nella ripresa gli uomini di Allegri partono più convinti e al 50′ pareggiano: dopo un tentativo di Vlahovic respinto da D’Ambrosio, palla che giunge a sinistra sui piedi di Alex Sandro, da appena dentro l’area il brasiliano scocca un sinistro radente non troppo pretenzioso che però sfugge ad Handanovic, probabilmente ingannato anche da un movimento di Morata sulla traiettoria. Due giri di lancette e in contropiede la Juventus colpisce ancora: Vlahovic, lanciato da Dybala, mette a sedere D’Ambrosio e calcia addosso ad Handanovic, ma sulla respinta il serbo controlla e segna il 2-1, con Skriniar che non riesce a deviare in scivolata sulla linea.
L’undici di Inzaghi non tarda a riorganizzarsi e tenta la via del gol con Darmian, Perin è reattivo. Dentro Correa per Dzeko, Dimarco per D’Ambrosio e Dumfries per lo stesso Darmian. Proprio l’olandese al 77′ crossa bene sul secondo palo, Perisic fa sponda di testa per Lautaro che subisce fallo sia da De Ligt che da Bonucci. Valeri comanda il calcio di rigore. 80′ minuto, sul dischetto si presenta Hakan Calhanoglu: destro perfetto all’incrocio, di quei rigori che i portieri non possono mai prendere e 2-2.
Si va ai supplementari: Inzaghi inserisce Vidal e Sanchez per Calhanoglu e Lautaro e la squadra prende coraggio. Il Nino Maravilla impegna Perin, poi al 97′ si ripete lo schema ma dal lato opposto: cross di Perisic sul secondo palo, Dumfries fa sponda per De Vrij che viene atterrato da De Ligt. Stavolta Valeri deve ricorrere al Var, il quale sentenzia il rigore. Stavolta se ne incarica Perisic, che calcia di destro a incrociare di nuovo là dove aveva mirato Calhanoglu, pallone da una parte, portiere dall’altra: 3-2 nerazzurro, al 99′.
La Juventus non ne ha più: 3 minuti più tardi Dimarco scende sulla sinistra e offre all’indietro al limite per Perisic, controllo di destro, conclusione di sinistro di controbalzo a incrociare e palla nuovamente nel sette. 4-2. Sul finire del primo tempo supplementare Allegri viene espulso, ma ormai il dado è tratto.
L’Inter batte la Juventus per la terza volta in stagione (c’era stata anche la vittoria 1-0 in campionato a Torino, che mancava da 10 anni) e porta a casa l’ottava Coppa Italia della sua storia, 11 anni dopo l’ultima targata Leonardo. Simone Inzaghi vince così il suo secondo trofeo al primo anno in panchina con i nerazzurri e pone le basi per un nuovo ciclo.
