Inter, è arrivato il momento dei saluti anche per Matteo Darmian, l’uomo della provvidenza
Matteo Darmian saluta l’Inter dopo sei stagioni e 218 presenze, chiudendo un ciclo ricco di successi e trofei. Il club nerazzurro lo celebra con un lungo comunicato ufficiale che ne ripercorre il contributo tecnico, umano e la sua importanza nello spogliatoio.
Dopo gli addii di Yann Sommer e Francesco Acerbi, anche Matteo Darmian lascia ufficialmente l’Inter. Il club nerazzurro ha annunciato la separazione dal laterale a parametro zero, chiudendo così un ciclo lungo sei anni fatto di continuità, affidabilità e trofei, in cui il difensore è stato una presenza costante nello spogliatoio e in campo.
Attraverso il sito ufficiale, l’Inter ha voluto omaggiare Darmian con un lungo messaggio celebrativo che ripercorre l’intera esperienza nerazzurra del giocatore, sottolineandone professionalità, duttilità e spirito di sacrificio. Un addio che segna la fine di un percorso costruito passo dopo passo, diventato nel tempo una delle storie più solide del recente ciclo vincente del club.
Il comunicato dell’Inter: il saluto integrale a Matteo Darmian
“Sei anni insieme per costruire qualcosa di meraviglioso, qualcosa destinato a perdurare nel tempo. Sei stagioni di piccoli tasselli, di cui magari non si percepisce immediatamente l’importanza, ma che visti nel loro insieme formano un bellissimo mosaico. Mattoncini messi lì con il duro lavoro, con dedizione, abnegazione e sacrificio. È stato facile per chi ama l’Inter amare Matteo Darmian: il giocatore che fa comodo a ogni allenatore, il leader silenzioso nello spogliatoio, il compagno di squadra sempre pronto a fare quella corsa in più, che non si lamenta ma incoraggia, che si fa trovar pronto in qualsiasi momento e in qualsiasi ruolo.
Intelligente, Matteo, capace di vedere gli spazi vuoti in campo, capace di leggere gli avversari. È stato facile apprezzare la duttilità di Matteo Darmian, è stato facile ammirare la sua capacità di adattarsi senza batter ciglio e la sua costanza di rendimento in campo. Sono pochi i ruoli difensivi che non ha ricoperto dal giorno in cui è arrivato all’Inter sul tramonto dell’estate 2020: esterno a destra e a sinistra, braccetto, anche centrale in emergenza, sempre con lo stesso sguardo, sempre con la stessa voglia di dare il massimo. Caratteristiche che lo hanno reso ai nostri occhi l’amico su cui poter sempre contare, quello che non dice mai di no, quello a cui vuoi bene a prescindere, perché sai che è sempre lì. Il ragazzo che corre più degli altri, che non si tira mai indietro.
Non ha potuto vivere da subito le emozioni di un San Siro pieno, non ha potuto assaporare il vero gusto di una notte di Champions al Meazza quando ha esordito con la maglia nerazzurra contro il Borussia Moenchengladbach. Le restrizioni dovute al Covid della stagione 2020/21 lo hanno privato di due boati d’amore, quando con due reti decisive ha messo la firma sullo Scudetto numero 19 della storia dell’Inter.
Due reti che raccontano la capacità di Darmian di leggere il campo, di capire il gioco, di farsi trovare dove serve: 1-0 al Cagliari, 1-0 all’Hellas Verona, entrambi arrivati attaccando lo spazio partendo dalla fascia sinistra e concludendo con freddezza sottoporta. Due gol pesantissimi per il suo primo titolo in Italia, il suo primo trionfo con la maglia nerazzurra: una maglia che ha fatto sempre più sua anno dopo anno, ricevendo quei boati e quegli applausi che ha sempre meritato.
Non ha sempre rubato l’occhio, Matteo Darmian, ma ha dato tutto quello che aveva per costruire sei anni di trionfi con l’Inter. 218 presenze, 13 gol, 13 assist, 3 Scudetti, 3 Coppe Italia, 3 Supercoppe Italiane. Un esempio di leadership, mentalità vincente, dedizione. Un legame profondo con la famiglia interista, che si è alzata in piedi nel giorno della festa Scudetto contro l’Hellas, quando il suo numero 36 è apparso sulla lavagna luminosa del quarto uomo. Un applauso lungo e toccante, un momento di amore vero, il giusto riconoscimento per anni di corse e sovrapposizioni, cross e inserimenti, duelli e chiusure, per aver onorato in ogni momento la maglia dell’Inter. Era commosso, Darmian, che si è battuto il petto salutando lo stadio, ed eravamo commossi anche noi per la fine di una lunga storia d’amore, di lealtà, di vittorie.
Grazie, Matteo: è stato bellissimo vincere insieme!“.
Inter, è arrivato il momento dei saluti anche per Matteo Darmian, l’uomo della provvidenza
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