LA GRINTA DI FEDERICO DIMARCO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
FEDERICO DIMARCO INTER INTERVISTA- Si avvicina la fase finale della stagione e l’Inter corre spedita verso lo scudetto, il sogno della tifoseria e l’obiettivo dichiarato della società ad inizio stagione. Uno dei protagonisti della stagione dei nerazzurri è certamente Federico Dimarco, simbolo dell’Inter di oggi e uno degli esterni di sinistra più apprezzati d’Europa.
Intervistato al programma Matchday il giorno prima della sfida casalinga contro il Cagliari, in programma questa sera alle 20:45, il pupillo della Curva Nord ha parlato di come si vive all’interno dello spogliatoio nerazzurro e quanto è importante vincere lo scudetto per tutta la squadra.
Non mancano anche i ricordi sui suoi primi passi nel mondo del calcio professionistico e sul percorso fatto dalle giovanili fino ad oggi.
Federico Dimarco si confessa: dai primi passi all’Inter di oggi
“I ricordi principali sono legati al campetto che si trovava di fronte al negozio di mio papà: ci andavo a giocare tutti i giorni. Non c’è un momento particolare, ma ancora adesso quando scendo in campo a San Siro ho come dei flash di quel campo, fa parte di me e della mia storia. L’Inter è la mia famiglia: qui sono cresciuto, poi mi sono allontanato per un po’, ma alla fine sono tornato e ormai sono qui da tanti anni. Conosco bene il Club: io e i miei compagni che sono qui da più tempo cerchiamo sempre di trasmettere a chi arriva cosa significa giocare per l’Inter e vestire la maglia nerazzurra”.
La vittoria secondo Dimarco
“Il pensiero della vittoria ti carica: vincere regala sempre emozioni positive, ma non si può avere sempre successo nel calcio: dalle sconfitte però possono nascere grandi vittorie. Questo vale anche a livello personale: a volte magari non si riesce a dare il meglio di sé, ma ciò che conta è continuare a lavorare per migliorarsi. Questo deve sempre essere l’obiettivo numero uno per chiunque vesta la maglia dell’Inter”.
Il consiglio di Dimarco ai giovani calciatori
“Il fatto di non mollare mai e dare sempre tutto quello che si ha. Dare un consiglio però è difficile, ognuno ha il suo percorso: io posso dire che nei momenti di difficoltà è importante sapersi prendere le proprie responsabilità e saper fare autocritica. Io ho sempre voluto scegliere in prima persona nel corso della mia carriera”.