MARCO PALESTRA IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
C’è una nuova freccia che che corre nei sogni dei tifosi e porta un nome che intriga sempre di più: Marco Palestra. Giovane, italiano, in crescita costante e con quelle caratteristiche che, in casa nerazzurra, fanno inevitabilmente pensare a un possibile futuro da protagonista. Non è un caso che il suo profilo venga accostato con sempre maggiore insistenza a quello di Denzel Dumfries, oggi punto fermo sulla fascia destra.
Cresciuto nel vivaio dell’Atalanta, Palestra è uno dei prodotti più interessanti della scuola bergamasca, da sempre fucina di talenti. Il cartellino è ancora di proprietà del club orobico, che ne ha curato lo sviluppo passo dopo passo, accompagnandolo nel percorso tra settore giovanile e prime esperienze tra i professionisti. Proprio quest’anno è arrivata la vera svolta in prestito al Cagliari: maggiore continuità, fiducia e un ruolo sempre più centrale nel suo contesto di squadra.
Dal punto di vista tecnico, Palestra è un esterno moderno a tutta fascia. Ha corsa, progressione e una naturale propensione offensiva: ama spingere, attaccare lo spazio e arrivare sul fondo. Il suo contributo però non si limita alla spinta. Nell’ultima stagione ha mostrato progressi evidenti anche nella fase difensiva, nella gestione dei tempi e nella lettura delle situazioni, segnale di una maturazione importante.
I numeri iniziano a raccontare questa crescita: in campionato ha collezionato 28 presenze, mettendo insieme 1 gol e 4 assist, ma soprattutto garantendo continuità di rendimento. Dati che hanno iniziato a fare ancora rumore e che certificano una presenza costante e un impatto crescente nel gioco della squadra.
In un’Inter che guarda al futuro senza perdere competitività, il suo nome rappresenta una suggestione concreta. Denzel Dumfries resta una certezza, ma il calendario fitto e le ambizioni su più fronti rendono fondamentale avere alternative affidabili e pronte per l’immediato futuro. Palestra, per caratteristiche e margini, può diventare molto più di una semplice rotazione.
Inoltre c’è un aspetto che pesa: è italiano. In una rosa sempre più internazionale, inserire un profilo giovane e azzurro significa anche costruire identità e continuità(sulla falsa riga degli ormai veterani Bastoni, Dimarco e Barella). L’Inter osserva con attenzione: sulla destra, il futuro potrebbe davvero portare il nome di Palestra.
