Inter, Piero Ausilio da Cattelan: tra autocritica, intuizioni vincenti e retroscena sul mercato
Ausilio rivive il suo lavoro all’Inter tra autocritica e intuizioni di mercato. Dai retroscena su Leão ai casi Barella e Dimarco, il bilancio del DS nerazzurro
Nella lunga intervista rilasciata ad Alessandro Cattelan, il direttore sportivo dell’Inter Piero Ausilio ha ripercorso in maniera ampia il proprio percorso in nerazzurro, alternando autocritica e rivendicazione per alcune delle principali scelte di mercato che hanno costruito l’Inter moderna.
Ausilio ha raccontato un lavoro fatto di valutazioni continue, spesso rapide e condizionate dal contesto, in cui non esistono decisioni perfette ma solo equilibri da trovare tra opportunità, rischi e visione tecnica. In questo senso ha sottolineato come il ruolo del direttore sportivo sia cambiato nel tempo: oggi non basta osservare un giocatore, ma serve integrare dati, analisi e intuizione, senza però perdere la capacità di “sentire” il calcio e lo spogliatoio.
Tra i retroscena emersi nel racconto c’è anche quello relativo a Rafael Leão, che in passato era stato molto vicino all’Inter quando militava nel Lille. L’operazione, come ricordato, si era sviluppata con un accordo già impostato a Londra, ma non era poi stata portata avanti fino in fondo, lasciando sfumare un potenziale grande colpo.
Ausilio ha poi allargato il discorso ai rinnovi e alla gestione dei leader del gruppo, citando come esempio la struttura attuale della squadra con giocatori come Nicolò Barella e Lautaro Martínez, evidenziando come il lavoro sul medio periodo sia spesso più importante del singolo acquisto.
Errori, intuizioni e ribaltoni: le scelte che hanno definito il ciclo nerazzurro
Nel passaggio più “autocritico” dell’intervista, il dirigente nerazzurro ha riconosciuto come nel corso degli anni non tutte le operazioni abbiano avuto l’esito sperato, ma allo stesso tempo ha difeso la filosofia complessiva del club. Il mercato dell’Inter, secondo Ausilio, è sempre stato un equilibrio tra ciò che è immediatamente evidente e ciò che richiede una lettura più profonda del giocatore e del contesto.
Emblematico in questo senso è il caso di Federico Dimarco, citato come esempio di calciatore che in passato non veniva considerato adatto all’Inter ma che ha poi ribaltato completamente il proprio status fino a diventare un titolare stabile e decisivo. Un percorso che, nelle parole di Ausilio, rappresenta perfettamente la natura del lavoro dirigenziale: prendere decisioni anche controcorrente rispetto alle percezioni iniziali.
Il dirigente ha inoltre ribadito come molte delle fortune recenti del club nascano proprio da questa capacità di insistere su idee non sempre condivise nell’immediato, ma che col tempo hanno dimostrato il loro valore. Un approccio che riguarda non solo i singoli giocatori, ma anche la gestione complessiva della rosa e delle strategie di mercato, tra intuizioni riuscite e inevitabili errori fisiologici in un contesto competitivo come quello dell’Inter.
Inter, Piero Ausilio a Cattelan: tra autocritica, intuizioni vincenti e retroscena sul mercato
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