GIANLUCA ROCCHI INTERVISTA ARBITROPOLI- Gianluca Rocchi rompe il silenzio e parla dell’inchiesta Arbitropoli. L’ex arbitro fiorentino, finito al centro dell’indagine della Procura di Milano e poi archiviato, racconta al Corriere dello Sport la sua versione dei fatti. Al centro dell’intervista ci sono i rapporti con i dirigenti dei club, le presunte pressioni sul mondo arbitrale e il nome di Beppe Marotta.n
L’ex fischietto fiorentino nega di aver avuto contatti con Marotta e con i dirigenti dell’Inter. Una precisazione netta, arrivata dopo settimane di indiscrezioni e ricostruzioni sull’inchiesta che ha coinvolto diversi esponenti del mondo arbitrale e calcistico. L’ex designatore respinge quindi l’idea di aver avuto un rapporto privilegiato con la società nerazzurra o di aver ricevuto indicazioni sulle designazioni.
Rocchi ammette, però, un aspetto: le lamentele dei dirigenti nei confronti degli arbitri erano frequenti. Secondo il racconto dell’ex arbitro, molti dirigenti di diversi club esprimevano il proprio malcontento dopo una partita o per una decisione arbitrale. Un confronto che, nella sua ricostruzione, non significa necessariamente pressione o condizionamento.
È questa la linea difensiva di Rocchi nell’intervista al Corriere dello Sport: ascoltare le società era parte del sistema, ma le decisioni arbitrali venivano prese in autonomia. Il suo nome è stato coinvolto nell’inchiesta Arbitropoli, ma la vicenda giudiziaria si è chiusa con la richiesta di archiviazione. Ora Rocchi torna a parlare e prova a chiarire i rapporti tra arbitri, dirigenti e club.
Rocchi rompe il silenzio e parla di Arbitropoli
Rocchi descrive così il momento in cui è esplosa la vicenda giudiziaria:
“Mi è esplosa una bomba nella vita. Me lo sarò ripetuto cinquanta volte. Perché a me? Cosa ho combinato? Da impazzire, credimi, Ivan, e le cose sono via via peggiorate. Ho letto e ascoltato di tutto. Ero il mostro. Ma mostro perché? Ho fatto pensieri d’ogni tipo. Chi mi vuole così male?”.
L’ex arbitro racconta di aver trovato anche persone pronte a sostenerlo. “A volte sono segnali, mi è stato detto, segnali di un cambiamento e devono essere colti”, spiega Rocchi.
Come è cambiata la vita di Gianluca Rocchi
L’inchiesta, racconta ancora Rocchi, ha avuto conseguenze anche sulla sua famiglia.
“Mi sono ritrovato con la vita stravolta, con spiegazioni da dare ai figli, mio padre e mia madre hanno avuto solo parole di sostegno. Una bolla, ecco, ogni tanto mi osservo da fuori e mi auguro di svegliarmi da un incubo”.
Rocchi parla di un periodo particolarmente difficile, segnato dalla perdita delle proprie certezze: “Nell’incubo senti che hai smarrito il codice della vita, che hai demolito il nucleo della sicurezza, che stai precipitando”.
Rocchi nega contatti con Marotta e l’Inter
Uno dei passaggi centrali dell’intervista riguarda i rapporti con i dirigenti dei club. Rocchi nega di aver mai avuto contatti con Beppe Marotta e respinge l’ipotesi di rapporti privilegiati con l’Inter.
“Mai sentito Marotta, così come non ho mai avuto, né cercato rapporti con altri dirigenti”.
Rocchi spiega anche il motivo per cui era stata introdotta la figura del referee manager, un professionista incaricato di gestire i rapporti con i club: “Un professionista addetto ai club. Penso che lo conservino anche quest’anno”.
Rocchi sulle proteste delle diverse società
L’ex arbitro ammette però che le lamentele dei dirigenti nei confronti degli arbitri sono sempre esistite.
“Da sempre tutte le società, pur se in tempi diversi, hanno avuto qualcosa da dire agli arbitri o sugli arbitri e quando dico da sempre non mi riferisco al mio periodo”.
Rocchi, però, rivendica la propria autonomia nelle decisioni arbitrali:
“Io posso garantirti che non ho mai favorito o maltrattato squadre, decidendo sempre in totale autonomia”.
L’umiliazione vissuta da Gianluca Rocchi
Nel bilancio di questi mesi c’è anche una riflessione personale sulle conseguenze dell’inchiesta.
“Credo che questa esperienza abbia insegnato qualcosa anche a loro, al di là delle sofferenze che ha procurato. Ho conosciuto l’umiliazione e l’ho anche frequentata per mesi”.
Parole che raccontano il peso avuto dalla vicenda sulla vita di Rocchi, finito al centro dell’attenzione per l’inchiesta Arbitropoli.
Gli errori commessi da Gianluca Rocchi
Nell’intervista al Corriere dello Sport, Rocchi non si sottrae nemmeno alle proprie responsabilità. L’ex arbitro riconosce alcuni errori commessi nella gestione del Var, soprattutto nell’ultima stagione.
“Errori ne ho certamente commessi, il principale la scorsa stagione. La linea del Var l’ho toppata, ho trasmesso un messaggio sbagliato, meglio più Var che meno. Anche in termini di comunicazione un grosso errore”.
Una presa di responsabilità che completa il racconto di Rocchi: da una parte il rifiuto di qualsiasi condizionamento da parte dei club, dall’altra il riconoscimento degli errori commessi nella gestione del sistema arbitrale.
