È un Beppe Marotta orgoglioso quello che si presenta ai microfoni di Mediaset dopo la vittoria della decima Coppa Italia da parte dell’Inter, che va a unirsi allo scudetto conquistato dieci giorni fa. Ecco le sue impressioni sul trionfo e sul futuro.
Dopo finale di Champions 2025, grandissimo lavoro di tutte le componenti Inter
“C’è una squadra dentro e una squadra fuori dal campo. Ringrazio tutti, Ausilio, Baccin, Chivu, la squadra, la proprietà e i tifosi. È un orgoglio aver raggiunto questi risultati”.
L’orgoglio per il secondo Doblete della storia nerazzurra, più quello del 2006 con scudetto a tavolino
“Ringrazio ancora le componenti, soprattutto la proprietà che ci fa lavorare tranquilli con ampi poteri di delega. A volte si perde, ma il percorso è quello giusto; quest’annata nasce dalle scorie della passata stagione ma qui è stato bravo Chivu a rimettere tutto in sesto. Siamo stati bravi a risalire la china e chiudere la stagione con questi trofei importanti, c’è il piccolo neo della Champions ma vanno dati meriti anche agli avversari. L’anno prossimo ci riproviamo, il nostro DNA è quello di vincere”.
Se si cercherà di mettere nuovi giocatori per un nuovo ciclo
“Sì, sono ottimista ma rispetto gli avversari. Continuiamo su un ciclo evolutivo, puntando sui giovani. Sucic per me è stato il migliore in campo stasera, continueremo nella politica di cercare giovani talenti unendoli a giocatori di esperienza che hanno cultura della vittoria perché coi soli giovani non si vince. Tra poco cominceremo ad addentrarci di più in un confronto con la proprietà che detterà le linee guida”
Ma cambiare o migliorare?
“Non è il caso di cambiare più di tanto, ci sono svincolati ma l’anagrafe crea il destino. Massimo rispetto per chi non sarà più con noi ma fa parte del gioco e della vita. Ci sono protagonisti nei cicli che poi vengono meno, ma si va avanti; non ci sarà rivoluzione ma inserimento graduale dei giovani”.
