Sin dalla vigilia di Como-Inter, lo slogan era ben chiaro: “Senza Lautaro, ora tocca a Thuram caricarsi la squadra sulle spalle“. Detto, fatto: contro il Como, il francese segna la doppietta che tira fuori i nerazzurri dal pantano e dà inizio alla rimonta. La partita dell’Inter non è brillante, specialmente nel primo tempo. Ma era prevedibile: il Como è una squadra che non si snatura mai e contro le big si galvanizza. Se poi ci aggiungiamo che i lariani non hanno mai vinto contro l’Inter, dal loro ritorno in Serie A nell’estate del 2024, viene fuori che c’era una motivazione in più.
Il Como parte subito forte, l’Inter incassa e va sotto con le reti di Alex Valle e Nico Paz. Ma, appena un minuto dopo la rete del talento argentino, Thuram accorcia le distanze. Si va negli spogliatoi e poi, dopo tre giri di lancetta, il francese sfrutta il patatrac tra Kempf e Butez per siglare la doppietta personale. Il 3-2 che concretizza il sorpasso ha la firma di Dumfries e le altre due reti sono fuori da questo discorso. Ma il calciatore che ha dato animo alla squadra è stato propio il numero 9 nerazzurro.
Como-Inter, la partita di Marcus Thuram
Come di consueto, la partita di Thuram per l’Inter non è quella del semplice centravanti. Senza il Toro, certamente è lui quello che si occupa di riempire l’area e finalizzare l’azione. Lo fa in maniera clinica: due tiri, due gol. Ma l’indole sel francese resta quella di giocare lontano dall’area di rigore e provare a creare spazi anche per i compagni di squadra. Con l’85% di precisione di passaggi è tra i quattro migliori dell’Inter nella statistica, dietro Acerbi (96%), Calhanoglu e Zielinski. In ottica di contrasti, è quello che in valore assoluto ne ha vinti di più: 8 su 12 tentati, meglio anche di Dumfries (7), Nico Paz e Barella (entrambi 6). In generale, brilla anche nella tensione che si porta addosso: è il secondo gicoatore ad aver subito più falli dopo Baturina.
Tutti numeri che elevano la sua partita e lo rendono indiscutibilmente il migliore in campo dei suoi. Ma anche statistiche ben chiare e che vanno contestualizzate: Thuram gestisce meglio dei centrocampisti e si prende più responsabilità e colpi “proibiti” di Pio Esposito proprio in una partita in cui il classe 2005 non è il solito che conosciamo.
