CRISTIAN CHIVU ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
INTER RAFA BENITEZ INTERVISTA- Manca sempre meno alla fine del campionato e l’Inter, a detta di tutta l’opinione pubblica, è sempre più vicina alla conquista dello scudetto, il ventunesimo della sua storia. Uno dei protagonisti della cavalcata nerazzurra è certamente Cristian Chivu, arrivato in punta di piedi dopo la disfatta di Monaco di Baviera, ma capace di riportare grinta ed entusiasmo all’interno dello spogliatoio.
In un’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, Rafa Benitez, l’ultimo tecnico della Beneamata in grado di vincere il Mondiale per Club, ha parlato del lavoro del suo ex giocatore e del percorso complessivo dei nerazzurri. Il tecnico spagnolo ha parlato anche dell’altra sua ex squadra: il Napoli, attualmente allenato da Antonio Conte, secondo in classifica ma costretto a rinunciare a diversi titolari negli scorsi mesi.
Le parole di Rafa Benitez su Inter, Napoli e scudetto
“Semplice osservazione: l’Inter ha vinto nel 2021, il Napoli nel 2023, l’inter nel 2024, il Napoli nel 2025. E nel 2026, beh, si può dire che I’Inter è quasi pronta a festeggiare. Sono le migliori, evidentemente. E quest’anno la migliore delle due è stata l’Inter”.
Il giudizio sul lavoro di Cristian Chivu
“Gli va dato il merito di aver saputo governare situazioni anche al limite. Oggi si tende a dimenticare, ma un anno fa dopo che lo scudetto era andato al Napoli e la finale di Champions s’era trasformata in un tragedia, c’era aria pesante. Anche se, la qualità dell’organico è sempre stata altissima. Momenti difficili? Penso alla eliminazione dalla Champions con il Bodo, probabilmente il punto più doloroso e anche la fase più delicata. Ma l’Inter è una grande società, guidata da un manager come Marotta che ha un senso innato per la gestione. Al resto ci ha pensato anche l’anima della squadra, che è emersa”.
I problemi del Napoli di Antonio Conte
“Sul piano degli infortuni, la classifica mi sembra che la vinca nettamente il Napoli. Però questi ragionamenti non mi appassionano, io premio sempre chi ha avuto la forza di resistere e di imporsi, altrimenti resteremmo nella teoria. L’Inter ha riscoperto Zielinski, tanto per fare un nome, ha fronteggiato con serenità la crisi di gol che ha attraversato Thuram, ha avuto fiducia in Pio Esposito, ha trovato ancora e di nuovo Dimarco”.