LAZIO INTER EDITORIALE– L’Inter è campione d’Italia ma non si ferma davanti a niente e nessuno. La squadra di Cristian Chivu, reduce da una settimana di festeggiamenti per il tricolore conquistato e proiettata alla finale di Coppa Italia, ha grande voglia di chiudere la stagione con due nuovi trofei in bacheca, un traguardo che a inizio stagione sembrava molto complicato.
La prova della formazione meneghina contro la Lazio non lascia spazi al dubbio: la squadra neocampione d’Italia ha ancora grande fame e intende vincere anche per rimarginare interamente le ferita della passata stagione. A stupire non è solo il risultato finale ma l’atteggiamento mostrato dai nerazzurri che, anche se non c’era niente di significativo in palio e non avevano nulla da chiedere, hanno fatto subito capire le loro intenzione e sono riusciti a stritolare la squadra di Maurizio Sarri senza concedere neanche un istante di tregua.
La Thu-La scalda i motori per la finale di mercoledì e in mezzo al campo la favolosa prestazione offerta da Petar Sucic, in gol con un tiro dalla lunga distanza non molto diverso da quello visto della partita casalinga di Champions League contro l’Arsenal, non fa rimpiangere minimante Hakan Calhanoglu, rimasto a Milano per un problema muscolare.
Chivu riesce a vincere e a gestire le forze in maniera razionale ed equilibrata permettendosi di tenere in panchina titolari del calibro di Piotr Zielinski, Manuel Akanji, Yann Sommer e Denzel Dumfries, entrato solo nel secondo tempo. Il messaggio è molto chiaro: la nuova missione ora è preparare la finale di mercoledì nella migliore maniera possibile.
La stella d’argento è un obiettivo a portata di mano che l’Inter vuole raggiungere per mettere la ciliegina sulla torta. Maurizio Sarri è avvisato: la sua Lazio, apparsa sbandata e in grossa difficoltà per conquistare il titolo dovrà superare muri molto alti e avrà bisogno di indovinare la gara perfetta.
