L’ESULTANZA DI LAUTARO MARTINEZ ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
LAUTARO MARTINEZ INTER INTERVISTA- Continua la grande festa dell’Inter, reduce da due trionfi consecutivi in campionato e in Coppa Italia contro la Lazio.
Uno dei simboli di questa Inter vincente e desiderosa di aprire un lungo ciclo vincente è certamente Lautaro Martinez, il capitano. Arrivato a Milano dal Racing Avellaneda nell’estate del 2018 tra tante perplessità, il centravanti argentino si sta ritagliando un posto sempre più importante nella gloriosa storia nerazzurra.
Quello che ha alzato al cielo domenica pomeriggio dopo la partita casalinga contro il Verona è il terzo scudetto della sua carriera e il nono titolo complessivo da quando veste la maglia della Beneamata. In una lunga intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, Lautaro ha giurato amore ai colori nerazzurri e non ha perso l’occasione per ricordare anche i momenti più tristi e complicati, primo su tutti quello dopo la disastrosa finale di Monaco di Baviera e l’eliminazione dal Mondiale per Club. Dopo delle batoste così pesanti l capitano nerazzurro ha pensato addirittura di mollare ma, come tutti i grandi combattenti, è tornato sui suoi passi e ha deciso di continuare a scrivere altre importanti pagine di storia.
La dedica di Lautaro Martinez: il doblete è per la famiglia
“Da mia nonna, che non sta bene: mi ha fatto emozionare. Quando ero piccolo, puliva la scuola dove studiavo e io l’aiutavo per farla finire in fretta. Si chiama Olga ed è qui, sul mio braccio. Mi spiace che ora siamo distanti. Il doblete è dedicato a lei. Mio padre era calciatore. Quando è diventato professionista, raggiungendo la serie B, ha lasciato il lavoro di meccanico aereo alla base navale di Bahia Blanca. E siccome la sua squadra di calcio è retrocessa, i soldi non erano tanti per mantenere una famiglia. Si è reinventato infermiere per le persone anziane, mentre mia madre ha cominciato a guadagnare qualche spicciolo come colf. Ma eravamo tre fratelli e il denaro a casa non bastava mai”.
Lautaro sul suo futuro: vuole chiudere la carriera in nerazzurro
“Sicuramente vorrei chiudere la carriera quì. Non ho ancora le chiavi di Appiano, ma quasi… Con la mia famiglia siamo felici, abbiamo anche un ristorante, i bambini vanno a scuola e hanno i loro amici. Oggi per me è difficile immaginarmi da un’altra parte. Nel calcio non si sa mai, ma se non mi mandano via io rimarrò all’Inter. Dico la verità: non so nemmeno quanti gol ho segnato. So che sono terzo nella classifica di sempre dell’Inter e stop. Non è una cosa che guardo”.
Lautaro e il sogno di superare i record di Giuseppe Meazza
“Sarebbe bello perché Meazza è la Storia, dell’Inter e di Milano. Potrei farcela ma devo ricominciare a tirare i rigori”.
Il ruolo del capitano secondo Lautaro
“È qualcosa che hai dentro. Non la alleni. Devi avere la personalità, la leadership. E devi essere da esempio. Però un capitano non è niente senza il gruppo. Posso dire che nell’Inter ce n’è uno fantastico, perché tutti hanno la mentalità vincente”.
Lautaro risponde alle parole di Josè Mourinho
“Ognuno ha le sue idee. Per me non ha molto senso paragonare calciatori di epoche diverse. L’importante è pensare al bene dell’Inter senza ascoltare troppo le chiacchiere. Bisogna vivere il presente, che è tanta roba. Tantissima”.
Lautaro ricorda il momento più duro dopo il Mondiale per Club
“Dopo la finale no, dopo il Mondiale per club sì. Ho pensato a molte cose, ho sofferto molto. Non dico di aver chiesto di andare via, ma dentro di me percepivo la sensazione che se fosse arrivata un’offerta importante forse… Ero devastato. Da quello stato d’animo nasce l’intervista successiva all’eliminazione con il Fluminense. Sono uscito, ho infilato la maglietta e ho detto quello che pensavo”.
Le parole di Lautaro dopo l’eliminazione contro la Fluminense
“Aver parlato in pubblico ha fatto rumore. Ma ce l’avevo anche con me stesso, perché non ero esente da colpe. Poi Chivu ci ha dato una mano, portando aria nuova. Senza nulla togliere a Simone, che ci ha fatto vivere quattro anni meravigliosi”.
Il rapporto di Lautaro con Cristian Chivu
“Appena ha firmato l’ho chiamato subito. Non avevo dubbi che avrebbe fatto molto bene. Lo conoscevo dalle partitelle che facevamo ad Appiano contro la sua Primavera: sembrava un predestinato”.
Il futuro di Lautaro dopo l’addio al calcio giocato
“Non rimarrò nel calcio, che è un ambiente che non mi piace. Non sentirete più parlare di me: sparirò”.
