Il silenzio continua, e fa rumore. Dopo l’ennesimo episodio arbitrale controverso nella sfida contro l’Atalanta, in casa Inter la linea è chiara: nessuna dichiarazione, nessuna voce ufficiale, nessun tesserato davanti ai microfoni. Una scelta forte, che sa di protesta, mentre cresce il malumore nell’ambiente nerazzurro.
La partita contro l’Atalanta ha lasciato strascichi pesanti, tra decisioni discusse e un senso diffuso di ingiustizia. Episodi che si aggiungono a una lista che, secondo il club, inizia a diventare troppo lunga per essere ignorata. Da qui la decisione di chiudersi nel silenzio stampa, evitando dichiarazioni a caldo che potrebbero alimentare ulteriori polemiche.
Un segnale evidente della linea societaria è arrivato anche fuori dal campo: Javier Zanetti ha infatti disertato l’evento di Viva El Futbol, appuntamento social e mediatico ormai di rilievo al quale era atteso. Un’assenza che non è passata inosservata e che conferma come la dirigenza abbia deciso di fare quadrato, evitando qualsiasi esposizione pubblica in un momento così delicato.
Ma fino a quando durerà questo silenzio? E soprattutto: chi sarà il primo a parlare? Gli occhi sono puntati sul presidente Giuseppe Marotta, figura chiave nelle dinamiche istituzionali del calcio italiano. È possibile che già nei prossimi giorni arrivi una presa di posizione ufficiale, magari con toni decisi ma calibrati, per difendere il club ma senza scivolare in ulteriori tensioni con gli organi arbitrali.
La sensazione è che l’Inter stia preparando una mossa ponderata. Il silenzio, in questo caso, non è debolezza ma strategia. Scegliere il momento giusto per parlare, per farsi sentire davvero. Perché, quando il rumore lascia spazio al silenzio, è sul campo che si prepara la risposta più forte.
