IL PRESIDENTE DELL’INTER GIUSEPPE MAROTTA SORRIDENTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
BEPPE MAROTTA INTERVISTA NOTIZIA- Torna a parlare il principale artefice dei trionfi nerazzurri degli ultimi anni. Stiamo parlando di Beppe Marotta, l’uomo che ha rifatto grande prima la Juventus portandola a vincere 8 scudetti di fila e l’Inter, che sotto la sua presidenza ha ritrovato autorevolezza e rilevanza a livello nazionale ed internazionale.
L’attuale presidente dell’Inter, che da settimane non perde l’occasione per elogiare lo straordinario lavoro di Cristian Chivu e i brillanti risultati raggiunti dalla squadra, ha parlato ai microfoni di Dazn. Nel corso dell’intervista Marotta si è espresso anche sul futuro di alcuni pilastri fondamentali della formazione interista, a cominciare da Alessandro Bastoni, obiettivo di mercato del Barcellona e Real Madrid e su quali saranno i prossimi sogni della Beneamata che, da campione d’Italia in carica, avrà addosso tutte le pressioni.
Le parole di Beppe Marotta sullo scudetto conquistato
“l primo scudetto da presidente è un’emozione grandissima chiaramente da interista, ma soprattutto da ragazzo che è diventato uomo che aveva il sogno nel cassetto di diventare dirigente. Non avrei mai immaginato di diventare presidente, soprattutto dell’Inter, ma è il bello della vita. È un sogno realizzato. Dietro ogni coppa c’è tanto sudore, non tanto da parte mia, ma da parte di tutti coloro che hanno dato il minimo e il massimo contributo al raggiungimento di questo obiettivo che è molto meritato”.
I futuri obiettivi dell’Inter secondo Marotta
“Io lo trasformo in qualcosa di romantico: i sogni si realizzano, poi bisogna avere la capacità crearne dei nuovi. In Europa vorremmo raggiungere qualcosa l’anno prossimo. I sogno sono anche obiettivi. Nello sport e nel calcio non bisogna essere arroganti che è un difetto ma ambiziosi, alzare l’asticella per traguardi più importanti. L’anno prossimo la alzeremo ancora di più”.
Marotta sullo zoccolo duro e Alessandro Bastoni
“Secondo me, la squadra di per sé ha uno zoccolo duro, uno scheletro ben preciso di giocatori che sono qua da alcuni anni. Mi riferisco a Barella, Bastoni, Lautaro, cito tre nomi non a caso. Hanno creato questo zoccolo duro in cui entrano anche gli altri quando arrivano. Oggi è importante trasmettere la cultura della vittoria anche ai nuovi arrivati che forse non hanno esperienze così importanti. Su Bastoni posso dire che noi per principio non siamo dei venditori. Se un giocatore va via, è perché anche lui ha espresso la volontà di andare via. Devo dire che Bastoni assolutamente non ha espresso la volontà di andare via. È contento qui con noi, quindi noi non abbiamo la necessità di doverlo cedere. Penso che starà con noi ancora”.
Marotta sul rinnovo di Cristian Chivu
“Più che di ore è un atto formale, non è un aspetto prioritario rispetto al programma che ci attende. Ha un contratto, lo allungheremo perché è giusto allungarlo. Ha dimostrato di essere non solo all’altezza della situazione, ma di essere uno degli allenatori emergenti in ambito nazionale. È giusto che abbia una gratificazione da parte della società, nell’allungamento e anche nella rivisitazione dell’aspetto economico”.
Il sogno Champions League secondo Marotta
“Un sogno perché ho rispetto degli avversari. Un obiettivo come manager e come colui il quale deve dare obiettivi e input alla squadra. Noi ripartiremo con la stessa volontà di questi anni: vogliamo tornare in finale per la terza volta, spero tanto che i giocatori mi regalino questo trofeo dopo 4 finali perse. Spero tanto di poterla alzare prima della pensione”.
La differenza tra l’Inter e la Juventus di Beppe Marotta
“La Juve aveva una proprietà e ce l’ha tutt’ora che è la stessa da 100 e rotti anni. All’Inter ci sono stati cambiamenti negli ultimi 20 anni. Sono entrambe grandi società, fanno parte della storia del calcio italiano. Sono molto orgoglioso di essere all’Inter e di esserne presidente, è qualcosa di straordinario”.
