CALCIOMERCATO DEJAN STANKOVIC INTERVISTA– Dejan Stankovic torna a parlare del futuro dei suoi figli e lo fa con la schiettezza che lo ha sempre contraddistinto. L’ex centrocampista serbo, storica bandiera dell’Inter e protagonista di una delle epoche più vincenti del club nerazzurro, è intervenuto al podcast Mozzartsport affrontando diversi temi legati alla carriera di Filip e Aleksandar Stankovic. Due percorsi differenti, ma accomunati dalla volontà di costruirsi un futuro nel calcio ad alti livelli.
In particolare, Stankovic si è soffermato sulla situazione di Aleksandar, reduce dall’esperienza al Club Brugge e destinato a rientrare all’Inter in vista della prossima stagione. Il padre non ha nascosto la propria soddisfazione per la crescita mostrata dal giovane centrocampista, sottolineando però come, a questo punto della sua carriera, la priorità debba essere quella di trovare continuità. Secondo l’ex nerazzurro, Aleksandar ha bisogno di giocare con maggiore frequenza per completare il proprio percorso di maturazione e dimostrare tutto il suo valore. Un concetto espresso con chiarezza: il talento non basta, servono minuti in campo, e il figlio merita l’opportunità di mettersi alla prova con regolarità per continuare a crescere.
Le parole di Dejan Stankovic sul futuro di suo figlio Aleksandar
“Aleksandar deve avere continuità. Solo questo. Non deve pensare a superare me nei trofei. Deve superare se stesso. Io ho giocato 16-17 anni in Serie A, più quattro anni alla Stella Rossa: vent’anni di carriera. Se lui riuscirà a giocare 15-16 anni ad alto livello, da titolare, con continuità, allora mi avrà superato. Anzi, mi avrà travolto”.
Stankvoci sul percorso di crescita dei figli Filip e Aleksandar
“Filip ha scelto un percorso difficile: Volendam, poi Sampdoria, poi Venezia. Aleksandar è passato dal Lucerna al Bruges. Sono strade dure, ma possono aiutarti a crescere. Non tutti i nostri ragazzi possono farlo, perché spesso le esigenze economiche dei club serbi non lo permettono. Ma io ho visto cosa ha fatto il Bruges con Aleksandar in due mesi e mezzo, tre mesi. Quello che si vede ora è il frutto di quel lavoro”.
