A parlare della finale è stato anche Beppe Bergomi, storica bandiera nerazzurra e campione del mondo con l’Italia nel 1982. L’ex difensore dell’Inter, intervenuto al termine di un evento organizzato dalla Regione Lombardia, ha analizzato il match soffermandosi soprattutto sulle insidie che una finale secca può nascondere, anche per una squadra favorita sulla carta come quella milanese.
Secondo Bergomi, infatti, la formazione nerazzurra arriva all’appuntamento con i favori del pronostico grazie alla qualità della rosa e al percorso mostrato durante tutta la stagione, ma questo non garantisce automaticamente la vittoria. L’ex capitano nerazzurro ha voluto sottolineare come le finali siano partite completamente diverse dal campionato, influenzate da episodi, tensione emotiva e dettagli psicologici che possono cambiare l’inerzia dell’incontro.
Parole chiare, quelle di Bergomi, che invitano l’Inter a mantenere alta la concentrazione contro una Lazio pronta a giocarsi tutto in novanta minuti. I biancocelesti proveranno infatti a ribaltare i pronostici facendo leva sull’organizzazione tattica di Sarri e sull’entusiasmo di una finale che potrebbe regalare un trofeo prestigioso.
Dal canto suo, l’Inter vuole chiudere la stagione aggiungendo la Coppa Italia alla bacheca e confermando la propria superiorità tecnica. Ma, come ricordato da Bergomi, nelle finali equilibrio e tensione possono fare la differenza più della qualità individuale.
Le parole di Bergomi sulla finale di Coppa Italia
“Siccome sono anche un baskettaro, quando c’è la Final 8 di Coppa Italia c’è sempre una sorpresa quindi non è scontato niente in una finale secca. Vedremo. Certo che l’Inter parte favorita per quello che ci ha dimostrato ma dimentichiamo la partita di tre giorni fa. La Lazio si presenterà con un altro tipo di formazione ma anche l’Inter, entrano anche dentro le emotività e tante situazioni, non è scontato, vedremo. Quando c’è una finale, non c’è nulla di scontato anche se l’Inter parte con i favori del pronostico”.