Inter, la rimonta sull’Udinese conferma il grande potenziale della squadra di Chivu, ma evidenzia anche alcuni blackout mentali ancora da eliminare.
L’ultimo atto del festival del gol di San Siro conferma ancora una volta quanto sia spropositato il potenziale dell’Inter in Serie A. La squadra di Chivu può permettersi persino di regalare due gol all’Udinese, proprio come era accaduto una settimana prima contro il Napoli, prima di entrare davvero nella partita e cambiare completamente volto alla sfida. Il tecnico nerazzurro difficilmente ammetterà questo aspetto davanti ai suoi giocatori, anche perché in una giornata storta può capitare di non riuscire a ribaltare il risultato, ma quando la marea nerazzurra comincia ad alzarsi diventa difficile per chiunque riuscire a resisterle.
L’Udinese è rimasta a galla soltanto per il tempo di una fugace illusione, prima di essere travolta dalla rimonta dell’Inter. Una prova di forza sul piano tecnico che nasconde però anche qualche fragilità mentale sulla quale sarà necessario lavorare. Facile quindi immaginare che i discorsi di Chivu ad Appiano Gentile vertano proprio su questo punto: per ambire al massimo, certe situazioni non devono più ripetersi. Rimontare è un segnale di forza e personalità, ma concedere vantaggi agli avversari può costringere la squadra a spendere energie preziose che potrebbero essere gestite diversamente.
Inter, gli errori non sono colpa del sistema di Chivu: Barella guida la rimonta e la squadra non deraglia
C’è poi un altro aspetto da sottolineare, soprattutto per smontare una critica che rischia di diventare pretestuosa: praticamente nessuno dei gol subiti finora dall’Inter è riconducibile allo spartito tattico scelto da Cristian Chivu. Gli avversari non hanno mai colpito i campioni d’Italia in ripartenza sfruttando gli spazi lasciati da un atteggiamento particolarmente propositivo, ma hanno trovato la via del gol attraverso errori individuali e cali di concentrazione. I gol incassati sono tanti, questo è un dato evidente, ma non rappresentano una conseguenza dell’impostazione della squadra. Il manifesto programmatico di Chivu non comprende certamente le disattenzioni che l’Inter dovrà ridurre al minimo già dalla prossima partita, soprattutto per evitare di sacrificare punti preziosi.
Anche contro l’Udinese, nonostante le assenze di Lautaro e Calhanoglu, non è mancata la personalità per rimettere in piedi una gara complicata. A prendersi la squadra sulle spalle è stato Nicolò Barella, migliore in campo per distacco, ma il centrocampista non è stato l’unico protagonista della reazione. La locomotiva nerazzurra ha sbandato, senza però deragliare, dimostrando una capacità di reazione che forse sarebbe mancata fino a poco tempo fa. Dai giocatori più esperti ai più giovani, tutti hanno contribuito a tenere la barra dritta. Ed è proprio questo, nel confronto con l’inizio della passata stagione, il segnale più incoraggiante del percorso di crescita dell’Inter: la strada è ancora lunga, ma la squadra è già a buon punto.
Inter, contro l’Udinese i nerazzurri sbandano, reagiscono e nella ripresa dilagano. E smentiscono anche una critica…
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