L’ESULTANZA DI CRISTIAN CHIVU ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
INTER CRISTIAN CHIVU INTERVISTA- Cristian Chivu, allenatore e leader indiscusso dell’Inter campione d’Italia e vincitrice della Coppa Italia, ha ripercorso ai microfoni della La Gazzetta dello Sport una stagione destinata a entrare nella storia recente del club nerazzurro. Arrivato sulla panchina interista tra curiosità e aspettative, il tecnico romeno è riuscito a guidare la squadra verso uno straordinario double che non si vedeva dagli anni di Mourinho. Un risultato che ha superato le previsioni della vigilia e che ha convinto il club a puntare con decisione sulla continuità del progetto tecnico, tanto da programmare il rinnovo del contratto e una nuova fase di crescita sostenuta anche dal mercato.
Nel corso dell’intervista, Chivu ha analizzato i momenti chiave dell’annata, soffermandosi in particolare sulle difficoltà affrontate durante il percorso e sulla capacità del gruppo di reagire nei momenti più delicati. Tra i temi affrontati non è mancato il caso legato ad Alessandro Bastoni, finito al centro delle discussioni dopo il contestato episodio avvenuto nel corso di Inter–Juventus.
Non mancano dei commenti anche sulle strategie future dell’Inter. L’ex eroe del Triplete ha infatti illustrato la visione condivisa con la dirigenza in vista della prossima stagione, sottolineando la volontà della società di rafforzare ulteriormente una rosa già competitiva. L’obiettivo dichiarato è quello di consolidare il dominio in Italia e tornare protagonista anche sul palcoscenico europeo, attraverso innesti mirati e investimenti funzionali alle esigenze tecniche della squadra. Un piano che testimonia l’ambizione del club e la volontà di aprire un ciclo vincente attorno all’allenatore che, al primo anno completo sulla panchina nerazzurra, ha già lasciato un segno indelebile nella storia interista.
Le parole di Cristian Chivu sul ruolo dell’allenatore
“Io so che spesso ho a che fare con degli adulti che a volte possono sembrare bambini. È importante la loro stima, ma non è l’amore che si prova verso un padre. Perché i giocatori sono consapevoli che domani potranno andare via e trovare un altro “padre”. I figli sono figli per tutta la vita. Io faccio capire ai miei calciatori che per loro farei qualsiasi cosa. Che se hanno bisogno di me, ci sono. Gli sto vicino. Non sono di quegli allenatori convinti che la prossimità diminuisca l’autorità. L’autorità non viene da un ruolo, ma da un modo di essere”.
Cristian Chivu su Alessandro Bastoni: la scelta di difendere un suo giocatore
“Percepisco da allenatore l’importanza di creare un gruppo, creare armonia, farsi voler bene, accettare anche il fatto che si può sbagliare. Quella sera ho deciso di fare a modo mio e difendere il mio giocatore fino in fondo. Probabilmente un padre fa questo. Io ho cercato di confortarlo, sapevo che lui ne poteva uscire distrutto, per la gogna alla quale è stato sottoposto, nonostante sia un ragazzo forte che non ha mai mollato. In quei giorni ha messo una maschera per farci credere che tutto andava bene. Ma non si poteva lasciarlo solo. E il gruppo ha apprezzato”.
Chivu sul suo futuro: rimarrà all’Inter?
“Bastano tre partite negative e c’è il rischio che me ne vada a casa prima. Scherzi a parte, questa è la realtà del calcio, io l’ho accettata da tempo: ho capito perché ai giocatori si fanno cinque anni di contratto e agli allenatori solo due… L’allenatore è quello che paga per primo in tutto. Che sia giusto o meno, le cose vanno così. Io non ho mai avuto tempo di guardare indietro, la mia preoccupazione è sempre stata la partita successiva. Pensavo a come dare continuità alle cose buone fatte, ma posso dire che abbiamo imparato a reagire alle difficoltà e alle sconfitte: lì sta la svolta. L’errore? Io sono il primo critico di me stesso, anche e soprattutto quando vinco. Ne ho fatti tanti di errori e tendo sempre a farmi domande, dopo le partite ma anche durante”.
La nuova stagione dell’Inter secondo Chivu
“Cambia che adesso è più difficile. Dobbiamo essere bravi a trovare anche in questa nuova condizione gli stimoli e la motivazione giusta. La stessa mentalità, la fame, l’equilibrio giorno dopo giorno. Non è mai semplice ripetersi dopo una vittoria, però ho a che fare con grandi campioni che sanno come si fa. E poi abbiamo a disposizione una società che ci sostiene, uno staff in grado di capire e gestire determinati momenti. Il futuro nessuno può saperlo, ma ci impegneremo tutti per ripeterci e migliorarci. Mi riferisco all’evolversi. Ad accettare l’evoluzione. A uscire dalla zona comfort e accettare di ripartire da zero. Queste sono cose sulle quali lavoreremo sempre, ma ciò che mi fa ben sperare è che questo gruppo da sei anni viaggia sempre ad alto livello. E, vi assicuro, rimarrà là ancora: i miei sono uomini che mettono la faccia, che ci provano sempre e vogliono dimostrare che i cicli possono continuare. Ed evolversi, appunto”
Chivu sulla cessione di Dumfries e possibile arrivo di Palestra
“Denzel ha fatto il suo… Aveva una clausola e l’Inter non ha potuto fare niente per fermarlo. Noi dobbiamo essere pronti ad avere la soluzione, l’alternativa giusta, e capire ciò che ci fa fare il salto di qualità, nel futuro. Marco Palestra è un bel profilo ma oggi non è un mio giocatore, quindi non posso parlarne… Noi abbiamo già tanti italiani forti che sanno cosa significa l’Inter e si identificano nel club: questo è un bel vantaggio ed è una strada che vogliamo continuare a seguire. Però, è ovvio che ci sia bisogno anche di altri giocatori, di un misto che ti permetta di essere competitivo a tutti i livelli”.
Il parere di Chivu sull’agonia del calciomercato
“Non faccio mercato in questa sede, quello tocca ai dirigenti, ma c’è sempre bisogno di giocatori per migliorarsi e, perché no, dare segnali al gruppo e all’ambiente. Abbiamo pianificato tutto, ci sono piani A e piani B per ogni ruolo, ma poi arriva agosto e può succedere di tutto perché si possono creare situazioni che non ti aspettavi. Tra l’altro, nell’estate del Mondiale tutto può diventare un’agonia”.
