Lutto in casa Inter: all’età di 90 anni si è spento l’ex centravanti Beniamino Di Giacomo, vincitore da protagonista dello scudetto numero 8 dei nerazzurri, nel 1962/63.
Nato a Porto Recanati, in provincia di Macerata, il 13 novembre 1935, dopo una prima parte di carriera spesa tra Castel Fidardo e SPAL, si consacra prima a Napoli, dando vita a una coppia gol affiatata con Luis Vinicio, e poi al Lecco, anche se le due squadre finiranno in B, nonostante la sua vena realizzativa. Nell’estate 1962, si accasa al Torino, ma dopo 5 presenze e una doppietta, viene scelto dall’Inter di Helenio Herrera.
Giunti a Milano in cambio di Hitchens nell’autunno dello stesso anno, Di Giacomo trova subito spazio come titolare e con la collaborazione di Jair, Mazzola e Humberto Maschio, porta a un livello alto l’attacco nerazzurro, segnando 11 gol che contribuiscono alla conquista dell’ottavo tricolore dell’Inter. L’anno dopo perde progressivamente il posto in favore di Aurelio Milani, riuscendo a calcare il campo solo in dieci occasioni in A e in tre in Coppa Campioni, con due reti a referto. Questo comunque gli fa figurare in bacheca il titolo di Campione d’Europa.
Si trasferirà a Mantova nell’autunno 1964, e tre anni dopo sarà ancora protagonista della storia dell’Inter, ma dalla parte sbagliata. Suo il gol, un traversone per la verità, che Sarti fa scivolare in porta dopo una clamorosa papera il 1° giugno 1967, quando i nerazzurri si giocavano lo scudetto con la Juventus, perdendolo all’ultima giornata.
Gegé, così era soprannominato già a Napoli, chiuderà la carriera tra Cesena, Anconetana e Fano, per poi diventare allenatore.
La società ha espresso il proprio cordoglio per la morte di uno dei protagonisti del primo acuto della Grande Inter, ricordando la sua grinta e generosità in campo.
