INTER CALHANOGLU INTERVISTA- Durante la sosta delle nazionali, un punto fermo del centrocampo nerazzurro torna a parlare pubblicamente. Stiamo parlando di Hakan Calhanoglu che, dal ritiro della Turchia, ha ricordato il suo passaggio da una sponda di Milano all’altra e non ha perso l’occasione per elogiare il lavoro di Cristian Chivu, suo attuale allenatore all’Inter.
Nel corso dell’intervista completa rilasciata al quotidiano turco Kafa Sport, girata interamente all’interno della Pinetina, il numero 20 nerazzurro e pilastro della nazionale allenata dall’italiano Vincenzo Montella è sembrato molto sicuro di sè e fiero delle decisioni prese in passato senza alcun rimpianto.
Intervista di Hakan Calhanoglu sul suo passaggio all’Inter
“Il Milan non mi ha mai fatto un’offerta ufficiale per il rinnovo, solo a parole. Abbiamo aspettato fino alla fine dell’Europeo, ma niente. Poi c’erano anche Barcellona e Juventus interessate. Alla fine è arrivata l’Inter. Simone Inzaghi mi chiamava continuamente durante l’Europeo. Io ero indeciso: passare dal Milan all’Inter non è facile, è una scelta pesante. Il mio agente mi ha detto: ‘Dormici sopra e poi decidi.’ Il giorno dopo ho detto sì. Non ne ho parlato con la mia famiglia, è stata una decisione mia. Poi ho comunicato tutto a loro e mi hanno sostenuto. Alla fine sono io che devo scendere in campo e prendermi le responsabilità. Non è facile essere riconosciuto, soprattutto dopo essere passato dal Milan all’Inter ed essere comunque così apprezzato. I tifosi del Milan ovviamente non sono contenti. Mi insultavano, mi dicevano cose mentre camminavo. Ma succede perché non conoscono la verità”.
Il nuovo ruolo di Calhanoglu sotto Inzaghi e Chivu
“Con Inzaghi mi sono adattato a un ruolo più arretrato a centrocampo, da regista. All’inizio c’era Brozović, poi dopo la sua partenza il mister mi ha proposto quel ruolo. Ho accettato: gioco un po’ più lontano dalla porta, ma ho più controllo del gioco. Aiuto sia in fase offensiva che difensiva, mi piace anche entrare nei contrasti. Il mio stile è cambiato. I tifosi dell’Inter hanno pensato ad un coro per me. La prima volta sono rimasto sorpreso: non sono italiano, ma mi hanno dato tanto affetto. Significa che ho fatto qualcosa di buono. Mi hanno accettato e il rapporto di rispetto e amore è cresciuto. In Italia i tifosi sono molto importanti e sento di esserlo anche io per loro. Grazie a Dio, il lavoro che faccio viene ripagato”.
Il giudizio sul cambio di allenatore: da Inzaghi a Chivu
“Secondo me ha influito bene sulla squadra. Era già nel club, allenava i giovani, quindi lo conoscevamo. È una persona molto alla mano, molto calorosa, e la squadra lo ha accettato subito. È molto aperto e questo è stato positivo. Ha anche il vantaggio di dare una chance a tutti, anche ai giovani. L’allenatore precedente aveva una filosofia diversa, più orientata all’esperienza. Ognuno ha il suo modo di vedere le cose, ma ora stiamo andando bene, grazie a Dio”.
