Ange-Yoan Bonny in azione davanti a Cristian Chivu ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
INTER ANGE YOAN BONNY INTERVISTA- Continua la festa in casa nerazzurra per la conquista di un doblete storico che resterà per sempre nella memoria di tutti i tifosi della Beneamata.
A manifestare tutta la sua felicità è stato proprio Ange-Yoan Bonny, arrivato dal Parma per una cifra leggermente superiore ai 25 milioni di euro e decisivo soprattutto nella prima parte del campionato. il giovane attaccante francese, intervistato da Sky Sport, ha espresso giudizi molto lusinghieri nei confronti di Cristian Chivu, suo allenatore anche nella passata stagione che ha spinto con grande decisione per averlo a Milano. Vincere lo scudetto con l’Inter al primo anno era un sogno che Bonny aveva fin da bambino.
La volontà del ragazzo è molto chiara: Bonny vuole restare in nerazzurro per continuare a crescere e per ritagliarsi un posto sempre più importante nei piani di Chivu e della dirigenza meneghina.
Le prole di Ange Yoan Bonny sul campionato e il doblete
“Ho vissuto bei momenti, sognavo da bambino momenti così. Sono molto contento, questo ci darà più fame ancora per l’anno prossimo. In Champions League vogliamo fare qualcosina in più, proveremo di fare meglio”
Bonny sul lavoro di Cristian Chivu e il rapporto con gli altri attaccanti
“Il mister è stato importante, anche per la fiducia in tutta la squadra, non solo per me. Lo ringraziamo per quello che ha fatto. Competere con Lautaro e Thuram è molto difficile ma fa parte del mestiere, è il mestiere più bello che facciamo. In una squadra come l’Inter il livello è questo, si poteva fare ancora meglio”.
Il primo giorno di Bonny Italia e i suoi idoli da bambino
“Quando sono arrivato ho guardato la strada che ho fatto, è solo l’inizio. Speriamo vada bene. Sono stato bambino anche io, avevo come idoli Ronaldo, Drogba, tanti altri. Sono stato al posto loro, quando vedevo un professionista avevo gli occhi aperti, cerco di dare ai bambini quello che ho ricevuto io da questi grandi campioni. Questo è il bello del gioco”
