OUMAR SOLET INTERVISTA NOTIZIE- L’Inter guarda al futuro e pensa a come rinforzare uno dei reparti più importanti per vincere: la difesa. Come confermato da tutti i principali esperti di calciomercato, il primo obiettivo della dirigenza interista è quello di ringiovanire il reparto difensivo e regalare a Cristian Chivu dei giocatori di spessore e con grandi margini di crescita.
Uno dei primi nomi sulla lista di Beppe Marotta e Piero Ausilio è senza dubbio Oumar Solet, centrale difensivo dell’Udinese che nei big match, in modo particolare nelle gare contro Inter e Milan, ha stupito tutti per via della sua straripante forza fisica e del suo ottimo senso della posizione.
Il difensore francese, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha parlato dei suoi obiettivi futuri e ha ammesso di provare grande interesse per la città di Milano, dove potrebbe trasferirsi per indossare la maglia nerazzurra dopo due anni trascorsi in terra friulana.
Le parole di Oumar Solet sulla città di Milano
“Milano è una città bellissima e molto viva. Mi piace. Giocare la Champions League mi ha arricchito e mi ha dato esperienza, ovviamente vorrei giocarla di nuovo. La Serie A mi piace, è uno dei tre migliori campionati. Negli ultimi anni il livello si è alzato, è molto tattico. È bello essere accostato a grandi club, ma io sono concentrato sull’Udinese”.
La differenza tra Serie A e Premier League secondo Solet
“Sono due campionati diversi. Mi piacciono molto entrambi perché sono competizioni molto attraenti e di altissimo livello, ma mi piacciono anche la Liga e il campionato francese”.
La vita di Oumar Sulet ad Udine
“Il club ha fiducia in me, gioco con continuità e posso crescere. Questo è fondamentale per me. l’Udinese mi ha fatto sentire a casa, vivo in centro, è una città tranquilla e ti permette di concentrarti sul lavoro. Sto molto bene. La pasta al formaggio è ancora tra le mie preferite, ma ho scoperto anche altri piatti italiani. Voglio diventare un giocatore d’élite completo, con tutte le qualità possibili sia in fase difensiva che offensiva”.
I difensori italiani secondo Solet
“In Italia c’è una forte cultura difensiva e spesso il primo istinto è non rischiare. Ma io sono cresciuto come centrocampista, quindi per me è naturale avere la palla tra i piedi e giocare. Non penso troppo al rischio, cerco solo di fare quello che so fare meglio. A voi forse manca un po’ di coraggio nel proporre gioco offensivo e nel dare fiducia ai giovani”.
