MARCO MATERAZZI INTERVISTA NOTIZE- Marco Materazzi torna a far parlare di sé. In un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, l’ex difensore dell’Inter non ha rinunciato al suo stile diretto e pungente, riservando alcune frecciate soprattutto a Zlatan Ibrahimović. Un rapporto, quello tra i due ex compagni di squadra in nerazzurro, che non è mai stato particolarmente sereno e che continua a regalare schermaglie anche a distanza di anni dal ritiro di Matrix.
Materazzi ha colto l’occasione per riaprire il libro dei ricordi, tornando su episodi che hanno segnato la loro convivenza all’Inter e le successive sfide da avversari nei derby di Milano. L’ex campione del mondo ha ricordato come, nel corso degli anni, Ibrahimovic abbia spesso lanciato stoccate nei suoi confronti, ricevendo puntualmente una replica. Non è la prima volta che i due si punzecchiano pubblicamente: già in passato lo svedese aveva accusato Materazzi di essere un difensore che entrava duro con l’intenzione di fare male agli avversari, parole alle quali l’ex nerazzurro aveva risposto ironizzando sui trofei conquistati in carriera, tra cui Mondiale e Champions League, assenti nella bacheca personale di Zlatan.
Nel corso della chiacchierata con la rosea, Materazzi ha quindi ribadito alcuni concetti legati al suo passato da calciatore, sottolineando di non aver mai avuto paura del confronto e di aver sempre affrontato ogni sfida con carattere e personalità. Un modo per riaffermare la propria identità calcistica e, allo stesso tempo, per ricordare alcune pagine della sua carriera che continuano a far discutere tifosi e addetti ai lavori.
Le vecchie ruggini con Ibrahimovic, insomma, sembrano tutt’altro che archiviate. E quando c’è di mezzo Materazzi, il dibattito è sempre assicurato.
Marco Materazzi provoca Ibrahimovic e ricorda il Triplete
“Per me erano solo cose di campo, per lui non so. Non posso dirgli nulla, con quello che sta combinando è il più grande interista della storia. Eravamo un gran bello spogliatoio, sapevamo che potevamo vincere tanto in Italia, probabilmente lo avremmo fatto se fosse arrivato un allenatore normale come Leonardo, arrivato purtroppo non subito dopo Josè. Io sapevo di non essere titolare inamovibile, perché sapevo quanto valevo per me, ma anche per l’allenatore. Avevamo un allenatore vero. L’anno del Triplete giocai a Siena e nella finale contro la Roma, furono attestati di stima molto importanti. Eto’o l’aveva già vinto il Triplete l’anno prima: ringrazierò sempre Ibrahimovic per essere andato al Barcellona e aver fatto arrivare Eto’o. Samuel ha un ego incredibile, ma si sa mettere a disposizione della squadra con umiltà. Che facesse col Milito, Materazzi o Zanetti, cambiava poco: importante era vincere. Gli proposero un contratto con premi per i gol fatti, scelse invece di legare i premi ai trofei. Questo dice tutto”.
Il rapporto tra Marco Materazzi e Josè Mourinho
“Feci chiedere al mio procuratore se fossi gradito. Ero all’Europeo, fu il primo messaggio dopo l’eliminazione ai rigori all’Europeo. Ero ancora vestito. Mi disse ‘il calcio è questo, rimettiti, ci vediamo tra 25 giorni’. Gli risposi ‘no, ci vediamo tra 21, non vedo l’ora di essere allenato da te”.
Il giudizio di Materazzi su Mario Balotelli
“E’ un grandissimo rimpianto per se stesso. Non ho mai visto nessuno così forte a 15 anni. Gli voglio un bene dell’anima, anche lui me ne vuole perché sa quante botte ha preso da me, ma sa anche che mi sarei svegliato di notte per andare da lui. L’ho fatto, quando era al City e venne operato al menisco. Dormiva con la maglia del Milan”.
Le critiche di Materazzi a Rafa Benitez
“Non ha capito quello che era l’Inter, ma non si è capito ancora manco lui. Arrivò in una squadra che aveva vinto tutto, piena di professionisti, al di là che pesassero un etto in più o un etto in meno. Poi lui è l’ultimo che può parlare di peso, senza voler fare body shaming. Lo dicevo anche a lui, quando ci pesavamo io in lista mettevo anche il suo peso”.
Gli elogi di Materazzi a Cristian Chivu
“Si è goduto fino alla fine il ruolo da giocatore. E’ ripartito dai giovani, ha fatto il suo percorso e ha aspettato l’occasione giusta a Parma. Poi lo ha scelto l’Inter e ha dato continuità alla persona che già conosceva. Fosse arrivato lui dopo Mourinho avremmo vinto altri scudetti”.
