CRISTIAN CHIVU INDICA IL SEGNO DUE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
PATRICK VIEIRA INTERVISTA INTER- Nei giorni in cui l’Inter festeggia il doblete con grande orgoglio, un ex giocatore della Beneamata torna a parlare del suo vecchio club e non perde l’occasione per confermare delle notizie di mercato che alla fine non si sono concretizzate. Stiamo parlando di Patrick Vieira, campione del mondo e d’Europa con la Francia nel 1998 e pilastro fondamentale dell’Inter dal 2006 al 2009.
Vieira ha avuto la possibilità di allenare un club storico come il Genoa e, secondo quanto dichiarato da lui stesso in un’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, nel corso della scorsa estate sarebbe stato contattato anche dall’Inter. Alla fine la dirigenza interista ha preferito affidare la panchina della Benamata a Cristian Chivu e, alla luce dei risultati ottenuti, nessuno è rimasto scontento. Il francesce, che nella sua carriera ha lasciato un segno importante nella memoria dei tifosi di Arsenal, Inter e Juventus, non si è fatto problemi ad esaltare il lavoro del suo ex compagno di squadra per il lavoro svolto e per i titoli conquistati.
Le parole di Patrick Vieira su Chivu e sul mancato trasferimento all’Inter
“Non voglio dire il nome della squadra ma vi confermo: ho avuto dialoghi con alcuni club italiani importanti. Ho scelto di restare al Genoa. Chivu ha vinto perché è intelligente, lo si vedeva già da giocatore. Sembrava introverso ma aveva personalità. A Cesc l’ho sempre detto, scherzando: “Se sono andato via dall’Arsenal, è colpa tua”. A 17 anni, quando ha cominciato con noi, non aveva fisico ma compensava con la comprensione del gioco. Allora me ne sono andato: non potevo accettare di stare in panchina”.
Il rapporto tra Vieira e Josè Mourinho
“Io e lui non siamo sempre andati d’accordo ma col tempo ho capito che aveva ragione lui. Mi diceva quello che non volevo sentire. Vi racconto un episodio. Marzo 2009, Man United-Inter. Io rientro da un infortunio e Mourinho mi dice: “Mi servi titolare, giocherai 60 minuti”. Io dopo 4 minuti perdo la marcatura di Vidic, che fa gol, e all’intervallo vedo i cambi sulla lavagna: fuori io, dentro Muntari. Il giorno dopo sono andato nel suo ufficio, non aveva rispettato la promessa dei 60 minuti. E lui: “Non hai giocato bene, devo fare il bene della squadra”. Oggi, da allenatore, dico che aveva ragione”.
L’addio di Patrick Vieira all’Inter
“Non rimpiango niente, volevo fare il Mondiale 2010 con la Francia e con Mou giocavo poco. Al Mondiale non sono andato comunque ma dovevo provare, non me lo sarei perdonato”.
