L’ ESULTANZA DI YANN SOMMER ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Yann Sommer ripercorre i suoi tre anni all’Inter: da San Siro ai successi conquistati, passando per Inzaghi, Chivu e il legame speciale con Milano, città che porterà sempre nel cuore.
Si avvicina la fine dell’avventura di Yann Sommer con la maglia dell’Inter. Intervistato dal Corriere Milano, il portiere svizzero ha ripercorso i tre anni vissuti in nerazzurro, soffermandosi sui ricordi più belli dentro e fuori dal campo. Alla domanda su cosa abbiano rappresentato queste stagioni, Sommer ha risposto: «Tanto sia a livello umano che sportivo, ho vissuto esperienze fantastiche fuori e dentro lo stadio. San Siro, devo dire, regala emozioni indescrivibili, i tifosi mi hanno accolto con immenso entusiasmo. E Milano è bellissima, con persone fantastiche e una cultura profonda».
Il numero uno nerazzurro ha raccontato anche come ha celebrato i successi conquistati durante la sua permanenza a Milano: «In tranquillità con famiglia e amici, godendomi l’attimo e trovando bello che tante persone abbiano condiviso con me la gioia del titolo che custodirò nel cuore». Poi un passaggio sui due allenatori che hanno segnato il suo percorso all’Inter: «Inzaghi ha portato tanta emozione in campo, ma allo stesso tempo è una persona tranquilla nella quotidianità. Con lui ho imparato a pensare in grande, a mettere passione, a dare tutto per vincere e sono migliorato molto nel gioco con i piedi. Nell’anno con Chivu mi sono trovato subito bene dal punto di vista personale, è molto sereno e sa affrontare le sfide ad alto livello in modo disteso». E dovendo descrivere il tecnico romeno con tre aggettivi non ha avuto dubbi: «Concentrato sugli obiettivi, professionale e collegiale, nel senso collaborativo».
Milano nel cuore: “La considererò per sempre una parte di me”
Nel corso dell’intervista Sommer ha mostrato anche il suo lato più personale, raccontando il rapporto costruito con la città e con la cultura italiana. Alla domanda su quale canzone rappresenterebbe l’Inter ha scelto «Fire fire del dj Shimza, conosciuto per la afro house», mentre come cantante italiano preferito ha indicato «Eros Ramazotti, anche lui è venuto a San Siro nei giorni scorsi, e Lo & Leduc, un gruppo hip hop svizzero». Tra i concerti che lo hanno maggiormente colpito a Milano, invece, ha citato quello di «Post Malone, meraviglioso».
Non sono mancati riferimenti ai luoghi che porterà con sé una volta conclusa la sua esperienza italiana. Alla domanda su cosa gli abbia lasciato Milano, Sommer ha spiegato: «Tanto. È molto vivace, con un’ottima offerta gastronomica e un’atmosfera speciale. Mi ha trasmesso quel fascino tipicamente italiano che ho apprezzato moltissimo, come la gentilezza e la cordialità della gente, e ho visto tanti posti stupendi, la considererò per sempre una parte di me. E poi… è vicina alla Svizzera, mi permette di tornare a casa quando voglio». Infine, ha svelato i suoi luoghi del cuore: «Brera, il Duomo con la Galleria, City Life e ho frequentato il Parco Sempione con la famiglia. Ho scelto di vivere a City Life, è un quartiere giovane, dinamico, moderno. La sicurezza è un tema importante ma anche l’avere accanto il parco per un po’ di svago con i bambini. Ed è ben collegata con l’autostrada».
Inter, Yann Sommer saluta i nerazzurri e Milano in un’intervista molto intima
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