Hakan Çalhanoğlu rammaricato ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
JUAN SEBASTIAN VERON INTER NOTIZIE- Dopo una lunga assenza dovuta ad un infortunio muscolare, Hakan Calhanoglu torna a dirigere il centrocampo nerazzurro e incanta nella sfida contro la Roma. Il grande gol dalla lunga distanza, arrivato verso la fine del primo tempo, ha cambiato radicalmente il volto della partita e ha permesso agli uomini di Chivu di dilagare nel secondo tempo mettendo alle strette i giallorossi.
Ad aver elogiato il centrocampista turco ci ha pensato un ex fuoriclasse argentino. Stiamo parlando di Juan Sebastian Veron che, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha espresso grande ammirazione nei confronti del regista dell’Inter che continua a fare la differenza, specialmente nei momenti delicati.
Le parole di Juan Sebastian Veron su Calhanoglu
“Calhanoglu ha fatto oggi quello che ai miei tempi era abbastanza frequente. Una volta, soprattutto chi giocava da mezzala o da mediano ci provava sempre, quando arrivava ai venticinque metri. Adesso, invece, si preferisce andare dentro con il pallone. Ci vuole coraggio: il coraggio di sbagliare, intendo dire, e di non sentire le critiche della gente. E poi perché serve una notevole tecnica. Il pallone va colpito in un certo modo e la gamba bisogna lasciarla andare via, ma senza mai perderne il controllo. A me tirare le botte da fuori piaceva moltissimo. Hakan ha nel suo bagaglio questa qualità. E non ha soltanto questa: è un ottimo regista, detta i tempi alla squadra, sa quando è il caso rallentare o di velocizzare l’azione. Ha un ottimo lancio che apre le difese avversarie e trova il compagno smarcato. Per l’Inter è una grande risorsa.”
Il ricordo di Veron sul suo gol più bello
“Gennaio 1997, ero alla Sampdoria. Angolo di Mihajlovic e io calcio al volo appena dentro l’area. Pallone sotto l’incrocio dei pali. E poi una rete a San Siro contro l’Inter, quando ero al Parma. Mi pare fosse una partita di Coppa Italia. Lancio di Asprilla a tagliare il campo e io, al volo, incrocio sul palo lontano. Forza, precisione e coordinazione. Quella volta, arrabbiati perché dicevano che c’era un fallo precedente, quelli dell’Inter protestarono e tre furono espulsi. Non mi era mai capitato: io faccio gol e tre avversari vengono cacciati… E alla fine di quella stagione vincemmo Coppa Italia e Coppa Uefa”.
