Bologna-Inter è stata una partita che guarda al futuro, più che al presente. L’Inter ha seminato e aspetta la prossima stagione per iniziare a godere dei primi raccolti. E al Dall’Ara, in un match fortemente dominato dai giovani provenienti dall’under 23 e dalle seconde linee, i nerazzurri possono godere delle risposte arrivate dai talenti del domani. Uno di questi è Andy Diouf, centrocampista classe 2003 dell’Inter, autore del gol del definitivo 3-3, ma anche del palo da cui nasce il gol di Francesco Pio Esposito.
La partita di Diouf è stata dirompente anche nella sua imperfezione. Chivu lo sceglie per sfruttare le sue qualità fisiche e balistiche superiori alla norma, a patto di sbagliare qualcosa. Ma è un peccato che l’Inter accetta di correre a patto di incidere attivamente sulla partita.
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Bologna-Inter, la partita di Andy Diouf
Un gol e un palo, come detto, in 90′ di tanta sostanza e poca estetica. I dati ci raccontano di un Diouf tra i migliori in campo anche nonostante 9 contrasti tentati (terzo migliore della partita dopo Rowe e Pio Esposito), ma solo 2 vinti. Oppure solo 1 dribbling su 3 riusciti. Ma quel dribbling, col senno di poi, sarà quello decisivo. Perché quando Diouf parte a campo aperto, non lo fermi più. Corsa da quattrocentista, strapotere fisico, controllo della situazione che, alla sua età, è decisamente sopra alla norma. E poi un feeling col gol abbastanza positivo, perché il diagonale che trafigge Skorupski non è così semplice.
Nella prossima stagione, c’è da credere che Diouf possa trovare più spazio in mezzo al campo. In primis perché dopo questa stagione e con l’esperienza di un’intera annata sulle spalle, è logico che sia così. In secondo luogo, anche perché Diouf si sta costruendo un’identità tattica ben precisa. E Chivu ha mostrato anche di apprezzare qualche cambio di modulo che possa favorire determinate qualità, a discapito di altre.
