Cristian Chivu a DAZN si esprime sul pari all’Olimpico contro la Roma, denunciando tra l’altro lacune e amnesie difensive. Ecco le sue parole:
Ancora una volta un approccio difficile, soprattutto in uscita con il pallone. Poi, dopo il 2-0, avete avuto una grande reazione nel secondo tempo, provando subito a riprendere e vincere la partita. Perché ancora una volta questo inizio così difficile? E quanto la soddisfa il carattere mostrato dalla squadra?
“Partirei dal secondo tempo, perché quello che devo dire per quanto riguarda il primo tempo l’ho detto all’intervallo, nello spogliatoio, e rimane tra me e i miei giocatori.
È la verità assoluta, è quello che penso e sono convinto che lo sappiano anche loro.
Quindi parto da quel secondo tempo, dove per atteggiamento, qualità e personalità abbiamo fatto una gran partita. Devo dire che abbiamo affrontato una grande squadra, una squadra che conoscevamo bene e che sappiamo cosa rappresenta.
È stata una bella partita, nella quale nel secondo tempo credo che abbiamo tirato fuori qualcosina in più rispetto al primo.
È questo l’inizio della stagione: partirei da quello e lavoreremo per cercare di migliorare determinate cose. Alla fine è stata una bella partita e un buon punto contro una squadra che non ti fa giocare a calcio”.
È la terza volta che l’Inter va sotto di due gol nel primo tempo e poi riesce a recuperare. Come te lo spieghi?
“Bisogna ripartire da quello. Bisogna fare meglio, soprattutto nel capire quello che mette l’avversario, l’intensità che propone.
Non dico nemmeno che dobbiamo superarlo, però almeno pareggiarlo. Ci sta: si impara e si va avanti.
Rispetto all’anno scorso, a questo punto della stagione, siamo a un buon punto. L’anno scorso eravamo messi un pelino peggio di quanto lo siamo adesso.
Non dimentichiamoci che abbiamo affrontato due scontri diretti, Napoli e Roma, e usciamo con 13 punti. Per noi è un buon punto, un buon risultato.
Sappiamo che c’è tanta strada da fare e tante cose su cui lavorare, ma, ripeto, mi prendo quello che abbiamo fatto nel secondo tempo”.
Ti abbiamo visto particolarmente commosso durante il minuto di raccoglimento. Sandro Mazzola, nella sua ultima intervista, aveva chiesto a lei di regalargli un altro scudetto e a Lautaro di alzare una Champions League. Può essere una piccola promessa che potete fare?
“Mi unisco anch’io a tutto il mondo calcistico nel fare le condoglianze. Abbiamo perso un’icona del calcio, un’icona dell’Inter, una vera leggenda per quanto riguarda l’Italia e non solo.
Mandiamo le condoglianze a tutta la famiglia. Ci dispiace un sacco”.
Quando giochi davanti a 70.000 persone, sei consapevole della squadra che affronti e della partita che ti aspetta. Eppure nel primo tempo non avete messo l’intensità giusta. Ti chiedi se questo possa dipendere anche dalla percezione che la squadra ha di sé in questo momento? Se fai fatica, nei primi tempi, a mettere in campo quello che realmente sei?
“Ripeto: quello che dico rimane lì e non vengo a dire determinate cose. Sappiamo tutti, lo sai anche tu, perché le hai viste e le hai vissute.
Sono consapevole di quello che non abbiamo fatto nel primo tempo.
Nel calcio sono sempre due fasi: quando si ha la palla e quando non si ha. E bisogna migliorare soprattutto quella fase quando non si ha la palla”.
Un’ultima curiosità: sei diventato l’allenatore più veloce nella storia dell’Inter a raggiungere quota 100 punti, in appena 43 partite.
“Vabbè, niente, solo numeri. Si va avanti”.
Grazie, alla prossima.

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