INTER VERONA DIOUF- Il pareggio per 1-1 tra Inter e Verona a San Siro ha rispecchiato fedelmente lo spirito di una domenica di pura celebrazione, in cui il verdetto del campo contava molto meno dell’atmosfera sugli spalti. Con il Double scudetto-Coppa Italia già saldamente in bacheca e gli scaligeri aritmeticamente retrocessi, la partita si è trasformata in una vera e propria passerella d’onore orchestrata da Cristian Chivu. Il tecnico nerazzurro ha infatti utilizzato il match per concedere l’ultimo, emozionante saluto davanti al proprio pubblico a diversi pilastri prossimi all’addio a fine giugno: pilastri difensivi come Acerbi e De Vrij, esterni d’affidabilità totale come Darmian, l’intelligenza tattica di Mkhitaryan e la sicurezza tra i pali di Yann Sommer, tutti applauditissimi al momento del congedo. Nonostante il gol nel finale di Bowie abbia parzialmente rovinato i piani della vittoria dopo l’autorete di Edmundsson propiziata da Bonny, la gara ha offerto ritmi rilassati e una gestione compassata, quasi da esibizione.
In questo contesto di festa e ritmi compassati, la vera nota elettrizzante della sfida è arrivata da Andy Diouf, schierato nel ruolo di mezzala destra a centrocampo. Il francese arrivato in estate , ha letteralmente spaccato in due la noia del match, mettendo in mostra una dote che a Milano non si vedeva da tantissimo tempo: la voglia di puntare l’uomo, saltarlo e creare superiorità numerica attraverso il dribbling. Il culmine della sua prestazione si è visto al minuto 41 del primo tempo, quando lo stesso Andy Diouf si è reso protagonista di uno strappo straripante a centrocampo, ribaltando l’azione e servendo con lucidità millimetrica Mkhitaryan, fermato solo da un miracolo di Montipò.
Questa prova solleva un interrogativo di mercato fondamentale per la dirigenza nerazzurra in vista della prossima stagione: ha senso trattenere il francese in rosa? La risposta è sì. In un sistema codificato come il 3-5-2 dell’Inter, che spesso fa fatica a scardinare i blocchi bassi avversari proprio per la cronica mancanza di giocatori abili nell’uno contro uno, l’esuberanza fisica e tecnica di Andy Diouf rappresenta una risorsa preziosa. Sebbene debba ancora crescere nella continuità e nella concretezza sotto porta, la sua capacità di creare imprevidibilità partendo dalla linea mediana offre una variante tattica alternativa che nessuno degli altri centrocampisti in rosa possiede. Tenerlo ad Appiano Gentile, anziché sacrificarlo sul mercato, potrebbe rivelarsi la mossa giusta per garantire a Cristian Chivuquella spinta e quell’estro necessari per continuare a vincere.
