LAUTARO MARTINEZ E BRYAN CRISTANTE SI DANNO IL CINQUE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Bergomi esalta Malen e analizza la corsa scudetto: «Ha un repertorio completo». L’ex Inter indica la Roma come principale alternativa ai nerazzurri.
Beppe Bergomi, intervistato dal Corriere dello Sport, ha analizzato l’ottimo avvio di stagione di Donny Malen, soffermandosi sulle caratteristiche dell’attaccante e sul suo impatto nel nuovo ruolo di centravanti. L’ex capitano dell’Inter ha sottolineato la varietà del repertorio dell’olandese, partendo da un episodio che lo ha particolarmente colpito: «Ma l’avete visto come si è girato in area nel tiro che il portiere dell’Inter ha parato di faccia?». Malen, secondo Bergomi, può rappresentare una nuova soluzione offensiva di primo livello, al punto da ridimensionare anche la cosiddetta Lautaro-dipendenza: «Beh, c’è un altro top. La forza del Toro è nella testa, quella di Donny nella capacità di saper fare bene un numero infinito di cose».
L’ex difensore ha poi evidenziato la capacità dell’attaccante di adattarsi al ruolo di centravanti e di incidere attraverso movimenti, controllo palla e attacco degli spazi: «Sarà pur vero che gli attaccanti di Gasp hanno sempre fatto gol. ma questo ci mette del suo. E poi è incredibile come fosse convinto: “se vengo mi fai fare il centravanti?”, gli ha detto. La stessa cosa che voleva Gasperini. Ricordo ancora il suo debutto a Torino: gli ho visto fare dei movimenti fuori linea, sul corto, sul lungo, degli smarcamenti… Quando hai queste doti e non sbagli mai il primo controllo, fare gol sembra la cosa più facile».
E sul paragone con alcuni grandi centravanti del passato, Bergomi aggiunge: «Malen è unico e al tempo stesso erede di tanti bomber. Non dico che mi ricorda Ronaldo il fenomeno, ma ha quel tipo di movenze e un motore simile. Abilità nello stretto, smarcamenti, attacco alla profondità, capacità di duettare coi compagni, conclusioni: ha un repertorio completo, pur essendo un “normotipo”, distante da quei centravanti colossi di 190 cm che vanno per la maggiore».
Bergomi: «Non c’è questa distanza tra l’Inter e le altre. Roma alternativa più credibile»
L’intervista si è poi spostata sulla corsa scudetto e sull’equilibrio del campionato, con Bergomi che ha invitato a non considerare l’Inter troppo distante dalle concorrenti. L’ex nerazzurro ha sottolineato il valore delle principali rivali, inserendo nella lotta anche il Como di Fabregas, pur con la necessità di valutarne la tenuta sul doppio impegno: «Il Como va valutato sul doppio impegno, però tiene incollati alla tv. In generale non c’è questa distanza tra l’Inter e le altre. Juve e Milan hanno il dovere di giocarsela, Roma e Napoli hanno lo status da grande. E Gattuso alla Lazio sta facendo un gran lavoro». Bergomi ha quindi commentato la capacità dell’Inter di reagire anche nelle situazioni più complicate, mettendo però in guardia i nerazzurri: «Ma è un’arma a doppio taglio. Da una parte ti senti invincibile, dall’altra non è sempre domenica».
Sulla Roma, indicata come l’alternativa più credibile, il giudizio è netto: «Assolutamente sì perché ha solidità difensiva, fisicità a centrocampo e davanti gente davvero forte». Infine, Bergomi ha parlato anche del nuovo corso arbitrale e del tentativo di rendere il calcio italiano più simile alla Premier League: «Ci sono meno proteste, ci si rialza da terra e il gioco è accelerato. E succede anche nei settori giovanili. Io lo vedo con i ragazzi che alleno in U17: emulano quelli grandi, nel bene e nel male. Spero che il trend non cambi. il mio amico Vialli diceva che le idee invecchiano presto». E sulla possibilità di lasciar correre maggiormente gli interventi di gioco, conclude: «Per me gli arbitri dovrebbero fischiare di più, sennò diventa rugby. E non si può pensare che il Var sparisca».
Inter, parla Beppe Bergomi: “Lautaro? C’è un altro top in serie A. Le rimonte? Un’arma a doppio taglio.”
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