Le cose belle sono destinate a finire. Non fece eccezione la Grande Inter di Helenio Herrera e Angelo Moratti, che all’alba del 1966/67 si ritrovava ancora a essere una delle squadre più temibili del mondo.
Fresca di scudetto della prima stella e semifinalista di Coppa dei Campioni, eliminata dal Real Madrid, la squadra nerazzurra stava avviando una campagna acquisti decisamente importante: erano infatti già stati trovati gli accordi per portare a Milano due fuoriclasse assoluti, Franz Beckenbauer ed Eusebio. Sognare era legittimo a fronte di questi nomi. Ma non si erano fatti i conti con la deludente prestazione della nazionale italiana ai mondiali inglesi, dove la Corea fu fatale. Per questo motivo, la Federcalcio decise di chiudere le frontiere ai calciatori stranieri, lasciando liberi di giocare e trasferirsi solo quelli già presenti nel campionato. È un colpo durissimo per i nerazzurri, che quindi possono solo affidarsi a Luis Vinicio, 34 anni, dal Lanerossi Vicenza.
La stagione parte bene, con l’Inter che infila sette vittorie di fila e subisce un solo gol. Pur tra qualche rallentamento, con la Juventus di Heriberto Herrera alle calcagna, i nerazzurri mantengono un punto di vantaggio e sono Campioni d’inverno. Nel frattempo, la corsa in Coppa Campioni prosegue tranquilla: vengono eliminati Torpedo Mosca e Vasas prima dei quarti contro il Real Madrid.

Tutto sembra girare in favore di Mazzola e compagni, perché la Juventus pareggia tre partite di fila, consentendo di scappare a +4, poi ridotto a +2, ma con il passare delle settimane ormai sembrava tutto deciso, specie quando a quattro giornate dal termine, i bianconeri persero a San Siro contro il Milan. È qui però che l’Inter, che aveva superato il Real Madrid e il CSKA Sofia per guadagnare la finale di Coppa contro il Celtic, comincia a dare segnali di cedimento.
Juventus-Inter diventa lo scontro decisivo. L’esito sorride ai padroni di casa 1-0: i giochi sono riaperti. Contro Napoli e Fiorentina arrivano due pareggi, che a una giornata dal termine fanno sì che il distacco dalla vetta per i torinesi sia di un solo punto. Eppure il pronostico rimane a favore dei nerazzurri. Mantova-Inter e Juventus-Lazio, l’1 giugno 1967, decideranno le sorti del campionato. I ragazzi di HH però sono stanchi e demoralizzati, avendo perso la finale di Coppa Campioni contro il Celtic per 2-1 la settimana precedente.
E mentre la Juventus di HH2 vince in casa 2-1 contro la Lazio, condannando i romani alla B, a Mantova é dramma sportivo: Giuliano Sarti, portiere esperto della Grande Inter e tra i migliori dell’epoca, che aveva tante volte tenuto a galla i nerazzurri, finale contro il Celtic inclusa, su un cross dell’ex Beniamino Di Giacomo si lascia sfuggire il pallone, che finisce in rete. Il risultato non cambierà più e per un solo punto i nerazzurri vengono scavalcati in classifica. Sarti, peraltro, l’anno successivo andrà a fare il secondo portiere proprio alla Juventus.
Con la sconfitta in semifinale di Coppa Italia contro il Padova, é la fine di un’epoca bellissima: tre scudetti, due Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, una semifinale e una finale di Coppa dei Campioni. Dopo un 1967/68 anonimo, Helenio Herrera lascia Milano per accasarsi alla Roma, mentre Angelo Moratti cederà la società a Ivanoe Fraizzoli.
