Ange-Yoan Bonny in azione davanti a Cristian Chivu ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
INTER BONNY INTERVISTA- A pochi giorni dalla sosta delle nazionali, una notizia sorprendente arriva proprio da un giocatore dell’Inter che ha fatto una scelta piuttosto atipica. Stiamo parlando di Ange- Yoan Bonny che negli ultimi giorni ha annunciato la decisione di giocare per la Costa D’Avorio anziché per la Francia, il paese dove è cresciuto.
In una lunga intervista rilasciata al quotidiano francese l’Equipe, l’attaccante nerazzurro ha parlato della sua infanzia e dei momenti fondamentali della sua carriera. L’arrivo a Milano per lui ha rappresentato una grande opportunità che non intende sprecare per fare un grande salto di qualità. In passato l’ex giocatore del Parma era stato in procinto di firmare per un’altra nobile del calcio italiano: la Juventus, rivale principale dell’Inter.
Nel corso della conversazione con i giornalisti transalpini, Bonny non ha perso l’occasione per ringraziare la sua famiglia e ricordare quanto sia stata essenziale la figura di sua madre.
L’intervista di Bonny all’Equipe
“La serata che vorrei rivivere, paradossalmente, è la più triste. Avevo 17 anni e stavo per lasciare Châteauroux per la Juve. Durante le visite mediche i dottori hanno scoperto un problema: secondo loro non andava bene… In sostanza mi hanno detto che giocare a calcio sarebbe stato complicato. Passi dal trasferirti alla Juventus a ritrovarti con niente: è un duro colpo per un ragazzo pieno di sogni. Tornato a casa, sono andato direttamente al parcheggio. I miei amici stavano male quanto me, come se fosse successo a loro. Ho capito su chi potevo contare. Non lo dimenticherò mai. Quando ho firmato per l’Inter (lo scorso luglio), è l che l’ho annunciato a tutti”.
La famiglia di Ange-Yoan Bonny
“Mia madre è il mio eroe, ma anche una grande amica, la migliore. Le racconto tutto. È arrivata dalla Costa d’Avorio in Francia a 26 anni e mi ha avuto a 27. Non conosco mio padre, non l’ho mai visto. Puoi immaginare, costruirti delle storie, ma non è così doloroso: non senti la mancanza di ciò che non hai mai conosciuto. Mia mamma ha fatto da mamma e da papà e poi ho incontrato Franck, che chiamo “zio”: ex giocatore di pallamano, appassionato di tutti gli sport. È stato lui a prendermi sotto la sua ala per il calcio. Dai 9 anni fino alla mia partenza per l’Italia non ha saltato una partita. È un pilastro nella mia vita”.
I ricordi di infanzia di Bonny
“A scuola ero un buon studente, avevo buoni voti, ma facevo casino e sono finita anche dal preside per aver difeso un amico. Abbiamo dovuto pulire tutta la mensa e rimettere a posto le sedie. Mia madre mi disse che se non avessi preso il diploma non avremmo mai firmato il contratto da calciatore. Poi mi sono diplomato. Mi sarebbe piaciuto fare l’avvocat o il giornalista sportivo, ma poi vedevo i voti. Una volta al centro di formazione stavamo guardando la Champions. Con alcuni compagni abbiamo fatto una sfida di velocità: toccare il muro per primi. Io mi tuffo per arrivare prima… ma era una finestra. Il braccio è passato attraverso. Sono scappati tutti, c’era solo un mio amico con me. Il braccio si era aperto e la pelle pendeva da entrambi i lati. Si vedevano le ossa. Arriva l’ambulanza, mi operano. Se il taglio fosse stato due o tre centimetri più in basso, non avrei più potuto muovere pollice e indice. Mi hanno messo più di trenta punti. Alle due di notte arriva il direttore del centro. Pensavo: “Sono finito, mi caccia”. Invece è rimasto tutta la notte accanto a me, parlando di tutto tranne della finestra. Mi ha solo detto: “Avete fatto gli stupidi”.