Inzaghi rompe il silenzio sull’inchiesta arbitrale e sul suo addio all’Inter: presunti favoritismi, scudetto perso e nuovo corso nerazzurro guidato da Chivu.
Simone Inzaghi torna a parlare dell’Inter e lo fa nel momento più delicato, tra il terremoto legato all’inchiesta sul sistema arbitrale e il finale di stagione che può consegnare ai nerazzurri lo scudetto numero 21.
L’ex tecnico, oggi all’Al-Hilal, ha scelto di dire la sua senza nascondere amarezza e delusione: “L’inchiesta? Mi ha scioccato”, ha raccontato a La Gazzetta dello Sport, respingendo con forza qualsiasi teoria legata a presunti favoritismi arbitrali nei confronti dell’Inter. Anzi, secondo Inzaghi, la squadra nerazzurra sarebbe stata penalizzata in più occasioni nella passata stagione: “L’Inter ha perso parecchi punti nella scorsa stagione a causa degli errori arbitrali. È sorprendente essere tirati dentro a una storia nella quale siamo stati penalizzati e non favoriti”.
L’ex allenatore nerazzurro ha anche spiegato meglio le ragioni dell’addio maturato dopo la finale di Champions persa a Monaco, un momento che avrebbe rappresentato la chiusura definitiva di un ciclo. “Tutto è successo molto velocemente: due giorni dopo Monaco ci siamo incontrati a casa di Marotta, alla presenza di Ausilio e Baccin. In quel contesto ho manifestato l’esigenza di cambiare”, ha confessato, lasciando intendere come la sensazione di fine percorso fosse ormai diventata irreversibile.
Eppure il legame con l’Inter e con i giocatori resta fortissimo: “In quattro anni ho vinto tanto e sono contento dei risultati. Comunque accetto le critiche, purché riguardino me e non i calciatori: mi hanno sempre dato tutto quello che avevano”.
Questo legame speciale viene testimoniato anche dalle parole d’orgoglio del “Demone”: “Non cambierei niente. Noi avevamo un sogno: il triplete. Alla fine della stagione abbiamo pagato le 23 partite giocate in più rispetto al Napoli. Ma io rifarei tutto: l’Inter ha il dovere di competere a ogni livello. E poi le serate contro il Bayern e il Barcellona rimarranno nella mia mente più dei trofei. Sono state vittorie forse irripetibili“.
Il peso dell’eredità e il nuovo corso di Chivu: l’Inter ha voltato pagina
Le parole di Inzaghi inevitabilmente riaprono anche il dibattito sul suo addio e sull’eredità lasciata ad Appiano Gentile. Una separazione che, col passare dei mesi, appare sempre meno improvvisa e sempre più figlia di visioni differenti sul futuro. Da una parte la volontà del club di abbassare l’età media della rosa e costruire un progetto sostenibile, dall’altra le ambizioni di un allenatore che sentiva di meritare investimenti immediati per restare competitivo ai massimi livelli.
Una distanza emersa chiaramente dopo Monaco e che ha portato alla scelta definitiva. Anche parte dell’ambiente nerazzurro, aveva percepito la sensazione di un ciclo arrivato ai titoli di coda. Nonostante ciò Simone ci tiene a specificare una cosa: “Se avessimo vinto la Champions sarei rimasto all’Inter”.
Nel frattempo però l’Inter è ripartita. Cristian Chivu ha rimesso insieme i pezzi dopo un’estate pesantissima, restituendo identità e fame a una squadra svuotata e ricevendo apprezzamenti da parte del suo collega: “Sono stati molto bravi, vincere non è mai facile. E il merito è anche di Chivu. Conoscevo il gruppo e non avevo dubbi sulle capacità dei giocatori. Ma anche puntare su Cristian è stata una scelta giusta e io lo sapevo, perché lo avevo visto lavorare. Ora è giusto che l’Inter festeggi e che poi provi a vincere la finale di Coppa Italia”.
Lo scudetto è ormai dietro l’angolo e la finale di Coppa Italia rappresenta l’occasione per chiudere una stagione che rischiava di diventare traumatica dopo l’Europa. E proprio qui si misura il peso dell’eredità di Inzaghi: un gruppo costruito negli anni, plasmato nella mentalità e nella gestione dei momenti più complicati, ma che oggi sta trovando nuova linfa sotto la guida del tecnico rumeno. L’ex allenatore resta inevitabilmente una figura centrale nella recente storia interista, ma il presente dice che la squadra ha saputo reagire. E forse è proprio questa la vittoria più importante dell’Inter.
Inter, Inzaghi si confessa ai microfoni della Gazzetta
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