22 aprile 2024: una data scolpita per sempre nei cuori nerazzurri. L’Inter di Simone Inzaghi è pronta a entrare nella storia: dopo un campionato dominato in lungo e in largo, alla 33esima giornata ci può essere la certezza matematica del titolo, avendo maturato fino a quel momento un +14 rassicurante. Lo scudetto della Seconda stella è a un passo.
La gara però non è una qualunque: il derby col Milan, secondo in classifica, rappresenta un’occasione imperdibile per consegnare alla leggenda questa stracittadina. Sarebbe potuto esserci un precedente, Milan-Inter nel maggio 2008. Allora l’Inter di Mancini non riuscì nel suo intento, dovendo poi rimandare tutto all’ultimo turno contro il Parma. Questo Milan-Inter non si può sbagliare.
Pronti via e i nerazzurri sono in vantaggio: al 18′ angolo di Dimarco, Pavard sul primo palo fa sponda per Acerbi, che liberissimo schiaccia di testa e porta avanti i suoi. La gara è viva: Lautaro non riesce nel tap in del 2-0, Leao calcia su Sommer da posizione favorevole. Poi un contropiede Inter, ma Thuram apre troppo il piatto, mentre Calabria si fa neutralizzare da Sommer un tiro a botta sicura da centro area. Scatta da qui il contrattacco, Mkhitaryan col sinistro impegna Maignan.
Quarto minuto della ripresa: Bastoni lancia in avanti verso Thuram: il francese vince il duello con Tomori allargandosi a sinistra, tenta un filtrante bloccato dal difensore. Marcus allora parte per accentrarsi, ha un altro passo e da appena fuori area tira un rasoterra al veleno sul primo palo, che batte Maignan: 2-0. Esultanza con tutta la panchina e traguardo sempre più vicino, ma il Milan non demorde.
Théo Hernandez prova di sinistro, Sommer respinge. All’80’ però il Milan accorcia: dopo una respinta di Sommer su testa ravvicinata di Gabbia, la palla sbatte sul palo e Tomori appoggia in rete. I rossoneri hanno un’altra occasione con Pulisic, parata da Sommer con spazzata di Bastoni. Poi la consueta lite Théo-Dumfries, che vengono alle mani, guadagnandosi entrambi il rosso. La gara in pratica finisce qui. La seconda stella è sulle maglie nerazzurre per sempre.
Numeri importanti per quella Inter: sole due sconfitte, appena 22 gol subìti con 89 realizzati, 29 vittorie. Lautaro Martinez capocannoniere a quota 24, un’intesa pazzesca con Thuram: la Thula segna ben 37 volte in A. Vittorie decisive contro la Juventus 1-0 a San Siro, o anche il derby d’andata, con un perentorio 5-1. Un gioco spettacolare e una solidità ferrea. A 58 anni di distanza dalla prima stella, arriva la seconda, come la prima era arrivata a 58 anni dalla nascita del club.
Francesco Repice in radio confeziona una perla divenuta poesia da recitare: “Sono le 22 e 43 minuti del 22 aprile del 2024. L’Inter è Campione d’Italia per la ventesima volta nel corso della sua storia leggendaria. La Seconda stella è sul petto delle maglie nerazzurre“.