Yann Bisseck calciatore dell'Inter
INTER YANN BISSECK INTERVISTA- Due giorni dopo la matematica vittoria dello scudetto, il ventunesimo della storia interista, ai microfoni torna a parlare un pilastro fondamentale della difesa nerazzurra. Stiamo parlando di Yann Bisseck, alla terza stagione da giocatore dell’Inter e autore di tante prestazioni formidabili dove ha dato solidità e forza fisica all’intero reparto difensivo.
Nel corso dell’intervista rilasciata al podcast The Climb, il difensore tedesco ha parlato della sua esperienza a Milano e dei suoi obiettivi futuri. Arrivato il punta di piedi nell’estate del 2023, il numero 31 nerazzurro è riuscito a prendersi un posto importante al centro della difesa e, a modo suo e con tanti alti e bassi, è entrato nel cuore dei tifosi interisti.
Le parole di Yann Bisseck al podcast The Climb
“Quando giochi in una società così grande come l’Inter è normale la pressione. Ogni anno dobbiamo vincere qualcosa. Prima non avevo questa pressione, non avevo mai giocato in una società del genere. Molto più semplice crescere come giocatore e imparare. Le esperienze in Portogallo, Danimarca, ho sempre lavorato con gente molto professionale e gentile, mi hanno sempre aiutato. Senza di loro non sarei qui. Parlo quattro lingue: inglese, tedesco, italiano e francese”.
Cosa fa Bissekc quando sbaglia in una gara importante
“La prima cosa: non guardare i social. Non ha senso, la gente… per 2 o 3 giorni il telefono non esiste. Guardare l’errore poi perché si può sempre migliorare. Nel calcio poi c’è sempre la partita dopo, l’errore ci sta, ma devi fare tutto per non farlo di nuovo. Ha tanto a che fare con la personalità. Calcio importante, ma è solo calcio. Io so quanto posso essere forte, devi concentrarti su questo e non sull’errore. L’errore può succedere sempre”.
Il momento più complicato della carriera di Yann Bisseck
“Probabilmente gli infortuni, uno per 8 mesi. 3 mesi fuori, poi ho ricominciato, poi fermo di nuovo. Fa male, molto difficile nella testa, ma c’è sempre di peggio. Sono stato fortunato, gli infortuni hanno preso tempo ma alla fine sto bene. L’infortunio in Portogallo è stato il più difficile. In campo l’anno scorso invece, ho avuto un po’ di sfortuna, in una grande partita, stavo giocando bene ma la gente si ricorda il fallo di mano. Giusto? Probabilmente sì. 25 anni si è giovani in Italia, ma non per me”.
L’arrivo di Yann Bisseck a Milano nell’estate del 2023
“Pensavo i compagni fossero più cattivi, io sono arrivato per solo 7 milioni, poco per il calcio, dalla Danimarca. Nessuno mi conosceva di sicuro. Ora mi conoscono tutti? Sì, a Milano penso tanta gente mi riconosce, prima no. Anche i miei compagni che giocano in difesa come me, qui niente cattiveria. Tutti troppo gentili, mi hanno aiutato tanto. Un’esperienza molto semplice. Tutti mi hanno detto che a volte sono un po’ troppo chill. Ci sono momenti in allenamento e nella vita dove devi essere più serio e a me non piace troppo. Non sento l’ansia. Quando sei sicuro di te e sai cosa devi fare e sei abile a farlo non ci sono problemi. Io sono così. L’anno scorso abbiamo giocato contro Barcellona, Bayern: è normale l’agitazione. Mi rende diverso essere sempre leggero, nella mia testa ogni partita è più o meno la stessa. Entro nel campo che sono sempre uguale anche dopo aver sbagliato: bisogna continuare”.
Cosa vuole dimostrare ancora Yann Bisseck
“Che non sono solo un giocatore utile, un buon giocatore ma voglio essere molto importante per la squadra. Essere un pilastro che manca quando non c’è. Questo è il sogno. Ogni volta che non c’è dicono tutti ‘oh, no. Bisseck non gioca. Ma sento di essere sulla strada giusta, sono migliorato tanto”.