LAUTARO MARTINEZ INTERVISTA INTER- Prosegue il momento magico in casa nerazzurra. L’Inter di Cristian Chivu, da poco tornata sul trono d’Italia dopo un’annata molto amara come quella dell’anno scorso, ora sogna di realizzare un colpo doppio a distanza di una settimana: vincere la Coppa Italia dopo lo scudetto.
Uno dei primi ad esprimere tutta la sua felicità è senza dubbio Lautaro Martinez, il capitano e uomo simbolo di questa squadra che, dopo aver sofferto tanto, ora può esultare e dire di essere orgoglioso dei successi ottenuti sul campo. In un’intervista rilasciata a Cronache di Spogliatoio, il numero 10 interista ha parlato della sua vita a Milano e di come sia cambiata la squadra sotto la guida di Chivu, la vera rivelazione della stagione.
Le parole di Lautaro Martinez sulla sua vita da capitano nerazzurro
“Sono fedele al progetto Inter, mi sento a casa. La mia famiglia è felice, abbiamo un ristorante e amiamo Milano. Dal primo giorno tutti mi hanno trattato in un modo impensabile. Ho raggiunto traguardi personali e di squadra davvero importanti. Oggi non ho davvero motivi per pensare a qualcosa che non sia l’Inter”.
Il riscatto di Lautaro dopo la scorsa stagione
“L’anno scorso abbiamo sofferto tanto, senza raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissati. Cristian ci ha portato un’aria nuova. Ha questa leadership che si vede anche da fuori, ci ha dato fiducia. Non ci ha privati di ciò che tatticamente avevamo fatto negli ultimi anni con Inzaghi. Anzi, ha solo aggiunto un po’ di sue idee a quello che già conoscevamo. Dobbiamo solo ringraziarlo. Lui va verso un’idea di calcio molto moderna. Ci fa riposare, concede giorni liberi. Oggi si gioca tanto e i calciatori devono essere tranquilli e riposati. È importante recuperare”.
Il giudizio di Lautaro su Pio Esposito
“Giocava nella Primavera, ma veniva ad allenarsi con noi. Era sempre educato, chiedeva, ringraziava. Un ragazzo umile, che vuole imparare. E lo è tuttora. Non aveva paura e questa è la cosa più importante. Fa la differenza quando arrivi in prima squadra. Mi ha stupito molto il suo atteggiamento che ha sempre avuto quando era il suo turno di entrare. Penso alle partite con il Pisa, con la Juventus, contro cui ha segnato un gol importante, contro il Lecce. Alla sua prima stagione ha dimostrato grande personalità. Ci ha dato davvero una grande mano”.