Nel giorno della festa scudetto conta poco quanto niente l’esito della partita: Inter-Verona è la passerella dei Campioni d’Italia. Ma è anche l’opportunità di salutare chi il prossimo annon ci sarà. Nello specifico, in 6 vedranno il loro contratto scadere il prossimo 30 giugno: Sommer, Di Gennaro, de Vrij, Darmian, Acerbi e Mkhitaryan. Uno di questi è sicuro di non esserci, anche stando a vedere lo spazio che Chivu gli ha concesso: pochissimi minuti per tutto l’anno e poi la titolarità contro gli scaligeri. Parliamo di Matteo Darmian, 64 minuti di controllo e gestione e tanti applausi quando, al suo posto, è entrato l’idolo della tifoseria Dimarco.
Inter-Verona, la partita di Matteo Darmian
La partita di Darmian, almeno a livello di numeri, non è stata così esaltante. Più una gara simbolica che reale, anche se il terzino ha avuto il suo bel da farsi: 6 contrasti giocati, di cui 5 aerei, con appena 2 visti. Un solo dribbling tentato e una chiusura difensiva importante. In generale, quindi, niente che possa far pensare a una partita da ricordare.
Quella di Darmian, però, è una stagione da ricordare: lascia come il giocatore più vincente della rosa. Tre scudetti, tre Supercoppa Italia, tre Coppa Italia, se guardiamo solo ai trofei vinti con l’Inter. Sostanzialmente, lo stesso palmares di Lautaro Martinez, de Vrij, Barella, Bastoni e chiunque c’è stato dal 2020 a oggi. Fuori dall’Italia, ha vinto anche una Europa League, una FA Cup e una Carabao Cup con il Manchester United. E, in teoria, ha fatto parte anche della rosa del Milan 2007 che ha vinto la Champions League ma, non avendo mai giocato, di fatto non risulta vincitore di questa competizione. Insieme ad Akanji sono gli unici due in rosa che hanno vinto un trofeo internazionale: lo svizzero, in realtà, ne ha vinti ben tre nell’anno solare 2023 col Manchester City.