Andrea Pinamonti è tornato a parlare della sua esperienza all’Inter e della stagione dello scudetto sotto la guida di Antonio Conte.
L’attaccante italiano, oggi al Sassuolo, ha raccontato le difficoltà di un’annata vissuta spesso dalla panchina, senza però mai perdere la voglia di migliorarsi e mettersi alla prova.
Nonostante il poco spazio, Pinamonti ha riconosciuto l’importanza di quel percorso: “quando arriva la domenica e non giochi, rosichi. […] Ho dovuto mangiare tanta merda…”. La richiesta di andare via a gennaio e la risposta di Conte, che lo invitò a restare, si sono rivelate decisive per la sua crescita. Un periodo duro, fatto di sacrifici, ma che si è concluso con la soddisfazione di conquistare il titolo.
Nessun rimpianto: il percorso dopo l’Inter
Guardando indietro, Pinamonti non ha rimpianti per le scelte fatte in carriera, compreso l’addio all’Inter. Come dice lui stesso: “tutto mi ha insegnato qualcosa, per cui nessun rimpianto”. Ogni esperienza, secondo l’attaccante, è stata utile per la sua crescita, sia dal punto di vista umano che professionale.
Il percorso lontano da Milano gli ha permesso di trovare continuità e maggiore spazio, elementi fondamentali per un attaccante. E anche se quell’anno in nerazzurro non è stato semplice, resta comunque una tappa importante nella sua formazione e nel suo sviluppo.
Ad Andrea è stato chiesto anche Alessandro Bastoni, suo ex compagno all’Inter e nelle giovanili nazionali: “Ho un ottimo rapporto con Basto, ci siamo sentiti anche dopo Inter-Juve. Lui era molto dispiaciuto per l’episodio e per le conseguenze che ha avuto. A me dispiace per lui, perché ho visto una tempesta di commenti anche ingiusti nei suoi confronti. Ha sbagliato, sì, ma intorno a lui si sono sentite anche troppe esagerazioni“.
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