L’URLO DI CRISTIAN CHIVU CHE PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
INTER CAMPIONE D’ITALIA CHIVU – Cristian Chivu ha vinto il suo primo scudetto sulla panchina dell’Inter. Intervistato da Dazn ha voluto sottolineare l’importanza di questo trionfo per l’ambiente nerazzurro.
“Non so se me ne rendo conto fino in fondo. Qualcosa avevo già vinto, ma questo ha un sapore diverso.
Sono felice per questo gruppo, per questi ragazzi, per questa società e per questi tifosi meravigliosi. Ci hanno sostenuto dall’inizio, anche quando hanno dovuto subire la narrativa dell’anno scorso, le delusioni e gli sfottò.
I ragazzi sono stati bravissimi a rimboccarsi le maniche, a rinascere e a trovare la motivazione per fare una stagione competitiva. Il passato? Ero più giovane, oggi ho i capelli più corti e più bianchi… ma sono felice allo stesso modo di quando vincevo da giocatore.
Il merito è tutto loro. Questi ragazzi sono stati straordinari. Avevamo l’obbligo di provarci, per ciò che rappresenta questa società e per quello che i ragazzi avevano già dimostrato negli anni. Un campionato è una maratona: vinci se fai più punti. E noi siamo stati continui.
Il momento in cui abbiamo capito davvero di potercela fare è stato tra gennaio e febbraio, quando abbiamo fatto una serie incredibile di vittorie. Abbiamo superato momenti difficili, come l’uscita dalla Champions contro il Bodo e il derby perso subito dopo.
Ma siamo rimasti in piedi, a testa alta, con dignità e voglia di arrivare fino in fondo. Sono felice, certo. Ma penso già alla finale di Coppa Italia. È giusto che i giocatori si prendano tutti i meriti, che festeggino e si godano l’amore dei tifosi. Io a un certo punto sono anche rientrato negli spogliatoi… a fumarmi una sigaretta.
Questo successo è merito loro, dello staff e della società, che non ci ha mai fatto mancare nulla, anche nei momenti difficili. Io sono una persona un po’ atipica. Anni fa ho affrontato una situazione di vita o di morte, e lì ho perso l’ego. Non ho bisogno di parlare di me. Cerco solo di essere la migliore versione possibile di me stesso.
Cerco di aiutare i ragazzi: a volte serve il bastone, a volte la carota.
Provo a capire i momenti, grazie all’esperienza che ho vissuto negli spogliatoi da giocatore. Voglio essere un allenatore empatico, umano, senza pensare al consenso esterno. Penso a chi mi vuole bene, do tutto per loro, per la società e per i tifosi. So che questo lavoro ti mette sempre in discussione.
Tra un mese può cambiare tutto. Ma va accettato, con il sorriso.”
Inter campione d’Italia, Chivu: “Questo scudetto ha un sapore diverso, ma penso già alla coppa”
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