L’URLO DI CRISTIAN CHIVU CHE PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
INTER-ROMA SERIE A – Arriva in zona mista un Cristian Chivu scanzonato, dopo Inter-Roma: “Sono inguardabile, ho di nuovo il casco in testa”, riferendosi alla lunghezza dei capelli e chiedendo se ci fossero barbieri aperti per Pasquetta. Il tecnico si gode il momentaneo allungo a +9 e +10 sulla coppia Milan-Napoli, attesa domani da uno scontro diretto delicato che i nerazzurri guarderanno con interesse. Dopo aver analizzato la gara, parla anche della cappa di negatività intorno alla Serie A.
L’importanza del terzo gol
“Era quello che ho chiesto all’intervallo e lo abbiamo fatto molto bene, segnando due gol subito dopo. La squadra dà segni di maturità come sempre, magari di recente ha avuto dei momenti dove ha speculato un po’ di più, cosa che non dovevamo fare, ma oggi ci siamo presentati con la voglia di essere dominanti e chiudere la partita“.
Cosa è mancato dopo i primi 15 minuti
“Per me andare a prendere la Roma non è semplice perché ti svuota in mezzo al campo, un mediano va in costruzione e l’altro ruota fuori. Poi hanno tripla ampiezza ed eravamo preoccupati della giocata su Malen. Calhanoglu giocava un pelino più basso per le richieste dei compagni e faticava su Pisilli. Un po’ di coraggio nella ripresa lo abbiamo avuto perché abbiamo rotto le linee scivolando più veloci e andando avanti col nostro play. Abbiamo contenuto il palleggio della Roma, nel primo tempo siamo mancati forse nell’aggressività perché facevamo le corse più lente anche perché quando dai tempo e spazio ai loro giocatori con la loro mobilità loro sono bravi con i due mediani a buttarsi negli spazi e a giocare sulle punte”.
Il clima intorno alla Serie A e alla Nazionale
“Io non ho la bacchetta magica, quello che so è che siamo tutti colpevoli di quello che succede nel nostro calcio: allenatori, giocatori, giornalisti a volte, mondo social. A volte piace esaltare le cose negative, invece il calcio dovrebbe essere sempre un gioco, dal settore giovanile dove sono stato qualche anno e succedono cose che tu stupiscono. Siamo tutti colpevoli, dobbiamo cambiare l’approccio a questo bellissimo gioco che fa innamorare bambini e tifosi, quelli che amano la maglia e non quelli che gufano e spalano qualcosa che non si può dire”.
Sul rientro di Lautaro
“Sì, come sono felicissimo di Thuram che ha fatto gol e assist, di Barella che ha segnato, di Dumfries che ha fatto un ottimo secondo tempo. Ma vale lo stesso anche per Frattesi, Diouf, Luis Enrique, quelli che non sono scesi in campo”.