Il 21 marzo 1961 nasce Lothar Matthäus, campione del mondo con la Germania nel 1990, quando militava all’Inter da due anni.
In quella stagione, il tedesco vincerà anche il Pallone d’oro, un fuoriclasse assoluto che annovera il record di partite disputate con la nazioanale tedesca (150). Arrivato a Milano nell’estate del 1988, ne diviene subito uno dei leader tecnici e carismatici, contribuendo con gol e assist alla conquista del tredicesimo scudetto, quello dei record nel 1989. Sua la rete su punizione contro il Napoli di Maradona, che sancisce il titolo matematicamente. Il Pibe de oro stesso lo ha definito “il miglior avversario mai affrontato in carriera”.
Matthäus era un 10 di grande visione e che metteva sempre il pallone dove voleva. Sapeva farsi trovare smarcato e pronto ad accelerazioni importanti. “Se decideva di vincere una partita, la vinceva, anche da solo” dice di lui Beppe Bergomi. Aveva un modo di concepire il calcio in modo più offensivo rispetto al suo tecnico all’Inter, Giovanni Trapattoni, convinto sostenitore dell’attenzione difensiva. Ma lo stesso centrocampista tedesco afferma che “avere avuto vedute diverse ha giovato”. Compose un trio tedesco iconico, con Andreas Brehme e Jurgen Klinsmann, giunto nel 1989.
Rimarrà in nerazzurro fino al 1992, dopo aver conquistato la Supercoppa italiana del 1989 e la Coppa UEFA nel 1991 contro la Roma, conquistata anche grazie a un suo rigore, altra specialità della casa. Dell’esperienza a Milano ricorda: “Ero sposato con l’Inter e i suoi tifosi, che ci hanno sempre dato una grande energia. La 10 me la diede Trapattoni, era un dovere nei confronti dei compagni e dei tifosi. Un onore giocare con Zenga, Bergomi e tutti gli altri“. Debito di riconoscenza anche per il Trap: “Io giocavo solo col destro, lui mi disse che avevo un tiro fantastico ma servivano due gambe. Così ho iniziato a calciare di sinistro, segnavo anche da 25-30 metri. Una figura paterna, ci difendeva sempre e ci ha spronati a dare il meglio“. Umiltà e classe sopraffina, questo è stato Lothar Matthäus, un vincente.
