CRISTIAN CHIVU INDICA IL SEGNO DUE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Dopo aver festeggiato a lungo negli spogliatoi, l’ultimo a parlare a Mediaset è mister Cristian Chivu, che espone le sue impressioni sul successo ottenuto in campionato e Coppa e sul suo futuro all’Inter.
L’elemento imprescindibile per vincere
“Vincere due trofei non è mai scontato, per qualunque squadra ci provi. Il merito è della squadra che ha dato sempre l’anima lavorando sodo per raggiungere i nostri sogni, dei tifosi che ci hanno sostenuto sempre. È stata una stagione con alti e bassi ma è comunque positiva perché vincere due trofei non è mai vincere. Questi giocatori hanno vinto tre scudetti in sei anni, sono forti; i nuovi si sono calati nelle ambizioni di una società come l’Inter. Anche in questa stagione hanno dato il massimo per permetterci di raggiungere i nostri sogni”.
Marotta dice che è più probabile vada via lui prima di Chivu, c’è volontà di rimanere a lungo all’Inter?
“Nel calcio si pianifica tutto a breve termine, quelle pianifica a lungo termine sui risultati diventano un’agonia e un’ossessione per tutti. Sappiamo riconoscere il calcio, i momenti; quando le cose vanno bene è tutto ok, ma se non vanno bene sei messo in discussione, vale per me ma anche per tutti. Ci godiamo il quotidiano, il lavoro che ci mettiamo per raggiungere i nostri obiettivi”.
La soddisfazione di essere voluto bene dai giocatori
“Lavoro per loro, do il mio massimo per loro, mi metto a disposizione del gruppo anche individualmente. Spendo tanto tempo per pensare a cosa fare e dire. Poi non basta la volontà di un allenatore se le idee non vengono trasmesse nel modo giusto e percepite bene da parte loro. Ma ho a che fare con un gruppo che ha capito bene i nostri obiettivi, si è messo in gioco mettendoci la faccia e alla fine chiudiamo la stagione con due trofei. La parte buona è che ci sono margini di miglioramento, specie in Champions, ed elementi che ci permettono di approcciare la prossima stagione sapendo che le aspettative sono sempre alte e noi dobbiamo farci sempre trovare pronti per quelle che sono le nostre ambizioni”.
L’importanza del Mondiale per club per capire e risolvere i problemi
“È stato fondamentale perché ho capito loro e la delusione che hanno dovuto vivere l’anno scorso. È sempre brutto quando non raggiungi le ambizioni e quelle dell’anno scorso erano grosse. Loro ci hanno provato in tutti i modi ma quando perdi pesa, e quindi non ho trovato una squadra che stava bene mentalmente. Ho cercato di fare del mio meglio, sapendo che le ambizioni per quel trofeo erano alte ma anche del fatto che dovevamo iniziare una stagione nuova con voglia e ambizioni perché sono quelle che fanno la differenza”.