L’ARBITRO DANIELE DOVERI FA IL SEGNO OK ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Nato nel 2023 come simbolo di trasparenza nel mondo arbitrale, Open VAR potrebbe già essere vicino alla chiusura.
Il programma di DAZN, che analizza gli episodi più controversi della giornata con tanto di audio tra arbitri e VAR, è finito al centro di una profonda riflessione dopo le recenti polemiche in Serie A. Tra i casi più discussi, il rigore non concesso all’Inter per il contatto tra Scalvini e Frattesi e l’espulsione di Wesley in Como–Roma.
Le riflessioni coinvolgono FIGC e AIA, chiamate a valutare se proseguire con un format che, invece di chiarire, sembra aver aumentato tensioni e critiche. L’esposizione mediatica degli arbitri, infatti, avrebbe generato più pressione che benefici, alimentando polemiche per giorni e incidendo anche sulla serenità del gruppo guidato da Gianluca Rocchi.
Trasparenza o boomerang mediatico? Il dubbio del sistema arbitrale
All’interno del mondo arbitrale cresce la convinzione che un confronto così diretto e pubblico possa rivelarsi controproducente. L’analisi dettagliata degli errori, riproposta e amplificata nei giorni successivi, rischia di minare la compattezza della categoria, già alle prese con un ricambio generazionale delicato. Non a caso, viene sottolineato come nessun’altra figura del calcio si esponga allo stesso modo nel commentare i propri errori.
Anche alcuni club di Serie A guardano con scetticismo al format, ritenendo che gli obiettivi iniziali non siano stati raggiunti. La decisione finale spetterà alla FIGC, che dovrà confrontarsi con l’AIA prima di rinnovare l’accordo annuale con DAZN. Un eventuale stop rappresenterebbe un passo indietro significativo rispetto a quella che, al momento del lancio, era stata accolta come una svolta epocale per la trasparenza del sistema arbitrale.
Open VAR verso la chiusura? Riflessioni in corso
LEGGI ANCHE: https://fcinterinside.it/inter-atalanta-manganiello-nella-bufera-e-ancora-giallo-arbitri/
