Il derby di Milano si tinge ancora una volta di rossonero. Il Milan conquista tre punti pesantissimi grazie alla rete di Estupiñán nel finale del primo tempo e rilancia con decisione le proprie ambizioni in campionato. Non è stata una partita spettacolare sotto il profilo tecnico, ma è stata una sfida intensa, combattuta e ricca di episodi che hanno indirizzato il risultato. Il Milan di Allegri parte subito con un atteggiamento molto accorto, linea bassa nei primi 20′ , quinti di centrocampo stretti e Leão/Pulisic a chiudere le linee di passaggio interne. L’ Inter di Chivu risponde, con Zieliński vertice basso, Barella e Mkhitaryan mezze ali e Thuram-Bonny in avanti.
Primo tempo: Inter lenta e passiva, Milan cinico
L’Inter ha comandato il palleggio (circa 60% possesso), ma il Milan concede poco anche grazie alla partita quasi perfetta dei tre centrali di Allegri. Il Milan si è difeso con due linee molto vicine, 9-16 metri tra difesa e centrocampo, e ha concesso un solo tiro nello specchio. Leão ha lavorato tanto in fase di ripiegamento su L.Henrique, annullando l’ampiezza destra nerazzurra. Lo stesso L.Henrique complice di un errore da matita rossa sul gol di Estupinan
Secondo tempo: gestione Milan possesso palla sterile Inter
Nonostante un tentativo di rimonta nell’ultima mezz’ora, l’Inter non è riuscita a sfondare la difesa del Milan. La squadra di Chivu ha cercato di alzare il ritmo e di attaccare con una manovra avvolgente, ma il Milan ha mantenuto la concentrazione e l’organizzazione difensiva necessarie per resistere agli assalti nerazzurri. Modric, abbassandosi tra i tre centrali difensivi, ha dettato i tempi di gioco, permettendo ai rossoneri di ripartire in contropiede quando possibile. L’incontro si è concluso con un finale intenso e polemico, ma il Milan è riuscito a riaprire i discorsi scudetto grazie a una prestazione di carattere e determinazione.
Chiavi tattiche
1. Fase difensiva Saelemaekers: si è abbassa sulla linea di difesa, togliendo ossigeno a Dimarco
2. Zona centrale serrata: il Milan ha tolto Zieliński dalla manovra, obbligando l’Inter a giocate esterne e cross (solo 2 occasioni reali).
3. Transizione Milan: gol nato da pressing alto mirato, non da possesso prolungato; la squadra di Allegri ha accettato di subire palla pur di difendere la porta.
Il Milan ha vinto facendo esattamente ciò che l’Inter non voleva: partita sporca, spazi stretti, ripartenze veloci. Senza Lautaro, l’Inter ha faticato a creare superiorità centrale; la tenuta difensiva rossonera ha reso inutili il possesso e lo sforzo nerazzurro. Risultato visto da tutti: Milan solido, Inter sterile.
