Non ha segnato, né servito assist, ma non può passare inosservata la strepitosa prestazione di Hakan Calhanoglu in Inter-Cagliari. Il turco domina in mezzo al campo, sbaglia praticamente niente e tiene in tensione i nerazzurri. Nel primo tempo di San Siro, infatti, non vediamo una bella partita. L’Inter fatica, il Cagliari si chiude bene e al termine dei 45′ il risultato è ancora di 0-0.
Nella ripresa, poi, una fiammata improvvisa dello stesso Calhanoglu accende la miccia da cui scaturisce il gol di Thuram, su assist eccezionale di Dimarco, col francese che deve solo insaccare da due passi. Non passano neanche 4′ e l’Inter cala il bis: stavolta ci pensa Barella col più classico dei gol dell’ex. L’Inter si rilassa e conduce fino al triplice fischio, trovando il tris con Zielinski nel recupero e con Chivu che dà riposo quasi a tutti, ma aspetterà fino al minuto 85 per richiamare il turco in panchina.
Inter-Cagliari, la partita di Hakan Calhanoglu
L’eccezionale partita di Calhanoglu non la racconta il tabellino dei marcatori, ma lo fanno i numeri. Oltre ad essere il migliore in assoluto per passaggi tentati, riusciti e primeggia anche per precisione dei passaggi, è anche uno di quelli che tenta più tiri. Contro i sardi indossa più le vesti del regista puro e meno quello del fantasista assaltatore capace di impegnare Caprile. Infatti, incredibilmente non centra lo specchio con nessuna delle sue conclusioni.
In compenso, però, domina nella statistica che riguarda le palle recuperate, è il quarto migliore gicotore dell’Inter e il primo tra i centrocampisti per contrasti tentati e vinti e si fa valere anche nelle chiusure difensive. Un Calhanoglu leggermente diverso da quello che abbiamo imparato a conoscere. Chiaramente, molto dipende anche dal modo di intendere la partita del Cagliari, che piazza su di lui la pressione di Adopo e, soprattutto, dalle sue parti schiera inizialmente Gaetano in veste di regista in mediana. Ma anche l’exoploit di Barella, ispiratissimo contro la sua ex squadra, che risolve molti dei problemi offensivi di cui, solitamente, si occupa Calhanoglu.