Ange-Yoan Bonny e Marcus Thuram ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
INTER DERBY– Il derby lascia sempre cicatrici, soprattutto quando finisce dalla parte sbagliata della storia. L’Inter esce sconfitta, è vero, ma la sensazione è che questa partita racconti solo una parte della verità. Perché nel calcio, come nella stagione, conta il quadro complessivo e il quadro dice che i nerazzurri restano davanti, con sette punti di vantaggio, un patrimonio costruito con continuità, qualità e carattere.
La sfida contro il Milan è stata segnata da episodi che hanno lasciato più di un dubbio. Il rigore non concesso grida ancora vendetta, un contatto che in tante altre partite avrebbe portato al dischetto senza esitazioni. E poi il gol annullato su calcio d’angolo, una decisione difficile da spiegare, che ha tolto all’Inter una possibile svolta nel risultato finale del match. Ma fermarsi agli episodi sarebbe riduttivo. L’Inter ha affrontato il derby con assenze pesanti, uomini chiave fuori in un momento delicato della stagione. Non è un dettaglio: quando mancano certezze tecniche e leadership, ogni partita diventa più complicata.
Eppure proprio da qui nasce la rivalsa. Questa squadra ha già dimostrato durante l’anno di avere qualità e fame. I sette punti di margine non sono un cuscino su cui addormentarsi, ma un capitale da difendere con ferocia nelle prossime gare. Il campionato è ancora lungo, e l’Inter ha dimostrato più volte di avere struttura, idee e personalità per restare in cima. Il derby perso brucia, come è giusto che sia. Ma a volte le sconfitte servono a ricordare chi sei. I nerazzurri lo sanno bene: la stagione non si decide in una notte. Si decide nella continuità, nella fame e nella capacità di rialzarsi subito. La risposta, adesso, dovrà arrivare dal campo.
Perché chi vuole vincere davvero, trasforma la rabbia in energia e l’Inter ha un sogno dal quale trarre tutta la forza necessaria per cercare di farlo avverare.