PELLEGRINI INTER- In un’epoca in cui i presidenti del calcio italiano erano spesso imprenditori di grande successo, anche l’Inter seguiva questa tradizione. Il club ebbe la fortuna di essere guidato da un uomo del calibro di Ernesto Pellegrini.
L’amore di Pellegrini per i colori nerazzurri nasce nel 1954. In quell’anno assiste allo stadio a un derby d’Italia indimenticabile. L’Inter travolge la Juventus 6-0 e lui rimane affascinato dalle magie di Nacka Skoglund. Da quel giorno il legame con l’Inter diventa profondo.
Il 12 marzo 1984 Pellegrini acquista ufficialmente la società da Ivanoe Fraizzoli per dieci miliardi di lire. Diventa così il diciassettesimo presidente della storia dell’Inter. Il club, però, attraversa un periodo difficile e povero di successi.
Il nuovo presidente capisce subito che serve una ricostruzione. Il primo grande colpo di mercato è Karl-Heinz Rummenigge, arrivato dal Bayern Monaco dopo anni di successi.
La squadra migliora gradualmente. Tuttavia la svolta arriva nel 1986 con l’arrivo in panchina di Giovanni Trapattoni.
Dopo due anni di lavoro, l’estate del 1988 porta rinforzi decisivi. Arrivano Nicola Berti, Alessandro Bianchi e Ramon Diaz in prestito. Inoltre si uniscono alla squadra i tedeschi Lothar Matthäus e Andreas Brehme.
Il campionato è di altissimo livello. Da una parte c’è il Milan degli olandesi, dall’altra il Napoli di Maradona e Careca. Nonostante la concorrenza, a dominare è l’Inter dei record. I nerazzurri conquistano 58 punti su 68 disponibili. È il record per la Serie A a diciotto squadre con i due punti a vittoria. Il vantaggio sul Napoli secondo è di undici punti.
Arriva così il tredicesimo scudetto della storia dell’Inter, nove anni dopo quello vinto con Eugenio Bersellini.
Nel 1989 Pellegrini acquista Jürgen Klinsmann al posto di Diaz. Nello stesso anno l’Inter conquista anche la Supercoppa italiana. È la prima nella storia del club. I nerazzurri battono la Sampdoria 2-0.
Poco dopo arriva un altro grande traguardo. Nel 1991 l’Inter torna a vincere in Europa dopo ventisei anni. La squadra conquista la Coppa UEFA battendo la Roma in finale.
Negli anni successivi arrivano però alcune difficoltà. Allenatori come Corrado Orrico non riescono a rilanciare la squadra. Anche alcuni acquisti, come Darko Pančev e Matthias Sammer, non danno i risultati sperati.
Nel tentativo di cambiare rotta arriva Osvaldo Bagnoli. I risultati migliorano solo in parte. Nella stagione 1993/94 Pellegrini affida la squadra a Gianpiero Marini, tecnico della Primavera e storica bandiera nerazzurra.
La stagione è sorprendente e ricorda la “pazza Inter”. In campionato la squadra si salva all’ultima giornata. In Europa, invece, conquista la seconda Coppa UEFA battendo il Salisburgo. Decisivo è anche il contributo di Wim Jonk e Dennis Bergkamp.
Questo è l’ultimo grande trionfo dell’era Pellegrini. Nel febbraio 1995 il presidente cede l’Inter a Massimo Moratti. Si chiude così un ciclo durato undici anni.
Morirà il 31 maggio del 2025, proprio nel giorno della disastrosa sconfitta dei nerazzurri in finale di Champions League a Monaco contro il Psg.