Inchiesta sugli arbitri: Rocchi e Gervasoni attesi in Procura per essere ascoltati. Tra VAR, designazioni e possibili silenzi, emergono nuovi dettagli su un caso ancora tutto da chiarire.
Il designatore arbitrale Gianluca Rocchi e il componente della CAN A e B Andrea Gervasoni saranno ascoltati giovedì dalla Procura nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta frode sportiva coordinata dal pubblico ministero Maurizio Ascione.
Resta però il dubbio principale: parleranno o sceglieranno la linea del silenzio? Le opzioni sono sul tavolo, tra risposte alle domande, dichiarazioni spontanee o facoltà di non rispondere. Intanto il caso continua a dividere l’opinione pubblica, tra chi lo considera destinato a sgonfiarsi e chi invece teme conseguenze pesanti per il sistema arbitrale italiano.
I punti sotto indagine: VAR, designazioni e un anno da chiarire
Sotto la lente degli inquirenti ci sono diversi episodi chiave. Il primo riguarda un presunto intervento diretto di Gianluca Rocchi nella sala VAR di Lissone durante Udinese-Parma, comportamento vietato per un designatore. Il secondo filone riguarda invece le designazioni arbitrali per gare come Bologna-Inter e Inter-Milan, che secondo l’accusa sarebbero state concordate con più soggetti.
Resta poi un vuoto investigativo tra la primavera 2025 e il 2026, periodo su cui la Procura sta cercando elementi decisivi tra documenti, testimonianze e possibili intercettazioni. L’impressione è che si sia ancora lontani da un quadro definitivo, ma le prossime settimane potrebbero essere determinanti per capire la portata reale dell’inchiesta.
Inchiesta arbitri, Rocchi e Gervasoni convocati in Procura: giovedì il giorno chiave