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Rigore discusso in Torino-Inter: il tocco di mano di Carlos Augusto divide opinionisti ed ex arbitri tra decisione corretta e polemiche.
Mentre fuori dal campo continuano a rincorrersi le voci su presunti favoritismi arbitrali, l’Inter si ritrova a fare i conti con un episodio quantomeno discutibile nella sfida contro il Torino. Il pareggio granata nasce infatti da un calcio di rigore concesso da Maurizio Mariani per un tocco di mano di Carlos Augusto, giudicato punibile dopo revisione al VAR.
Secondo Luca Marelli, la decisione è legata alla posizione del braccio, ritenuta “innaturale” e fuori figura, elemento che ha convinto l’arbitro a indicare il dischetto nonostante la dinamica ravvicinata dell’azione.
Sull’episodio, però, il dibattito resta apertissimo. Da una parte Gianpaolo Calvarese difende la scelta arbitrale, sottolineando come il braccio alto sopra le spalle esponga il difensore al contatto e renda corretto sia il richiamo al VAR che la decisione finale.
Dall’altra, voci come quella di Maurizio Pistocchi parlano senza mezzi termini di “rigore inventato”, evidenziando la distanza ravvicinata e il gesto istintivo di protezione. Anche Tancredi Palmeri si inserisce nel dibattito, sottolineando la difficoltà interpretativa tra braccio largo e dinamica dell’azione.
Un caso emblematico che, ancora una volta, dimostra quanto il confine tra correttezza e errore resti sottile nel calcio moderno.
Inter, l’opinione di ex arbitri e giornalisti sul rigore di Carlos Augusto: si alimentano le polemiche